Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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1 IO

del tutto ignoto il linguaggio, con-ciossiachè già pienamente versatonel latino e nel greco, avea purvoluto erudirsi all’intelligenza delgallico, dell’ inglese e dell’aleman-no. Non è pertanto da stupire sechiaro il suo nome anche oltre l’AI-pi ed il mare si diffondesse, e sefosse egli onorato di amichevolecorrispondenza da molti de’ piùfamosi ingegni così d’Italia comed’estere nazioni, e da quelli parti-colarmente, i quali hanno mag-giormente a’ nostri giorni avvan-taggiato le scienze naturali (i).

Eguale sempre a se stesso e lon-tano dal parteggiare anche ne’ piudiffìcili tempi e sotto la forza distraniere dominazioni , quandoprestigiosi nomi ed abbagliantiapparenze tanti uomini per sen-no e per dottrina gravissimi pursedussero, egli conservando sem-pre imperturbabile la sua mode-razione, il suo contegno, il suoabito ed il suo posto nell’ univer-sale sovvertimento , da tutti rive-rito ed amato meritar seppe e col-tivare il favore di quelli cbe inSiena ressero allora le pubblichecose ; onde potè giovare non pocoil collegio e 1’ Università cui ap-parteneva, ed a molti all’uopo es-sere utile , nulla cercando per sèmedesimo. Tornato quindi alla suasede fra il comun plauso il beneamato Ferdinando III, fu il Riccacon altri prescelto a formare unnuovo piano economico per la re-staurazione della stessa Universi-tà: la quale venne in seguito conmaggior lustro riaperta per so-li) Fra i molti nominiamo solo ilRenzani il Targioni il Mojon in Italia,il Cuvier in Francia, il Boissier nellaSvizzera, l’Odeleben in Sassonia, l’Hum-boldt in Prussia, l’Horner e lo Smithsonin Inghilterra, il Prystanovvski in Po-lonia: co* quali lutti ebbe il Ricca scien-tifico e con parecchi di loro amichevolecommercio, siccome dal suo carteggioapparisce.

vrana disposizione nel i8t4j edegli potè finalmente insieme conla più prospera e verde vecchiez-za godere di quel riposato e digni-toso vivere, che gli fruttarono imolti suoi meriti e la incolpabilesua condotta.

Ma se ripieno esso del soave spi-rito del Calasanzio tanto seppe benmeritare delle ottime discipline edella pubblica istruzione, non me-no si mostrò di lui degno seguacenell’ operoso e caldo zelo di quel-la religione , che 1’ amore versoIddio e verso gli uomini fa sualegge e principal fondamento: edil suo esempio ognora più persua-se potersi questa , anzi doversi inamichevole nodo congiungere conla vera sapienza. Lungi però dal-l’ostentare la prima per esteriorispesso fallaci apparenze e per aspree schifiltose maniere, profonda-mente ne sentì , amabilmente neinsegnò e ne praticò sempre le so-lide massime ed i salutari precet-ti , la più rara e dolce concordiadel continuo serbando fra il po-tente suo ingegno ed il suo cuorepietoso, ed all’efficaci parole unen-do le opere ancor più efficaci diogni cristiana virtù. O cbe in fattiper molti anni nel nobile collegiocui apparteneva, ad aprir si faces-se ne’ dì festivi a quella congrega-ta gioventù i puri insegnamentidell’evangelio, a pietà e rettitu-dine informandone i pieghevolicostumi ; o che seduto nel tribu-nale della misericordia teneramen-te accogliesse fra le sue braccial’nota traviato e pentito per ricon-durlo nel diritto sentiero, egli conprudenza, con dolcezza e con ala-crità compiè assiduo l’ apostolicosuo ministero, e con l’amore e conla persuasione trionfò di tutti icuori.

Gli afflitti in lui trovarono ilconsolatore , gli oppressi il soste-gno , gli abbandonati il soccorso ,i dubbiosi U consiglio, i vacillanti