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g. Nel tomo vii è inserito unsuo Capitolo sul tremuolo avvenu-to nella morte di Cristo.
10. Nelxvi un .Sonettoassai me-diocre a Giorgio Durati spagnuolonell' ottenere il primo premio inprima classe di architettura.
11. Il Trionfo della Religionenella morte di Luigi XVI. Roma1795, st. Saloinoni. figli stesso neparlò nel t. x de’suoi Annali l793,p. 148, riportando per saggio al-cune ottave del secondo canto ovesi accenna la barbara morte del-l’infelice principessa di Lamballc:
ha ciurma intanto che qua e là s ’ aggira,
12. Traduzione dell'Elogio fu-nebre di madama Elisabetta diFrancia. Roma 1795.
1 3 . Traduzione poetica delleLamentazioni di Geremia , edizio-ne quarta. Roma, co’tipi del Mor-dacchini, 1824.
1 4 . Il solenne possesso di PioVili nel tempio di S. Gio. Late-rano, ottave. Roma, per DomenicoErcole, 1829.
1 5 . La Gerusalemme distruttadi Michele Mallio, 1829 per Do-menico Èrcole. Di questo poemaparlò la Bibliot. Ital. n. 180, De-cemb. i 85 o, a c. 3 o 6 , ed il Poligr.di Verona, t. xii t 85 a , pag. 129,art. anonimo, ma che si sa esseredi mons. C. Emm. Mtjzzfarelli.
16. Varii Sonetti del Mallio nonaffatto infelici sono inseriti nel-l’ Anno Poetico che usciva a Ve-nezia ; e di nuovo riprodotti conaggiunte in Roma.
G. F. HAMBEf.11.
MASCHERONI (Lorenzo),nacque nel ij 5 o in Castagnetta,villaggio nel contado di Bergamo,ed appena compiuti gli studi del-la giovanezza, venne di venti an-ni eletto ad insegnare le belle let-tere nel seminario , quindi nellepubbliche scuole della sua patria.
Volgeanoancora que'tempi in cujtutte le città d’Italia ridondavanodi poetiche accademie, alle qualiun sonetto tenea luogo dei subli-mi pensamenti che si porgevanoun secolo prima a quella del Ci-mento. Bergamo avea pure la pro-pria ed a questa veniva il Masche-roni recitando alcune squisite poe-sie che tuttodì sono per tradizionerammentate siccome bellissime.In questo mazzo scrisse pure ilsermone Sulla falsa eloquenzadel pulpito, nel quale vestendod’ atticismo il vero, svelando i di-fetti de’ sacri oratori, divisa i piùsavii precetti intorno a questo ge-nere di eloquenza col difficile mez-zo d’istruire dilettando.
Recato da questi a più severistudii, e dalle filosofiche movendoalle matematiche discipline, gliaccadde in queste di rinvenire unpascolo più gradito al suo genioche poteva ad un tempo esserecommosso dalle più delicate sensa-zioni, e rapito fra’più ardui pen-samenti. Quindi lesse nel patrioliceo filosofia e matematica, e sen-tendosi tale da poter allargare iconfini di questa, si mise sì adden-tro ne’suoi più segveti misteri,che in breve potè coll’ opera deltutto nuova Sull' equilibrio degliarchi, accennare altrui quale eisi fosse.
Soleansi a que’tempi chiamarealla pubblica istruzione quegli in-gegni che coi proprii ed utili frut-ti avessero bene meritato dalla pa-tria ; epperò essendo allora vacan-te in Pavia la cattedra di matema-tica elementare, ne venne richie-sto il Mascheroni. Sebbene ei permodestia dubitasse cimentarsi noidifficile arringo , vi fu pur trattodal desio d’essere fra quei sommi,che allora coll’ altezza del loro ge-nio empievano Europa tutta delproprio nome , e rifletteano tantacopia di luce su questo Ateneo, chepresso i lontani tuttora ve n’ ha