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magistrati e da preti secolari, sicco-me erano state rette dal clero re-golare. I Gesuiti congiunti a’ Do-menicani se ne dolsero al primopresidente, che obbligò il Deninaa mandargli il suo Ms., ed a pre-sentargli in Torino, e quindi lorimosse dalle regie scuole. Ma l’a-micizia del Chionio e di altri pro-fessori, a’ qiiali spiaceva il trionfodegli emuli, gli fece ottener subitodi esser rettore di scuola comunalea Cuorgné, grosso borgo del Cane-vese, ove rimase due anni, ed al-trettanti stette nell’ istesso impie-go a Barge, due ore lungi da Re-vello sua patria. Continuò alloragli studi della teologia ; e nell’an-bo i ^56 andò a Milano, raccoman-dato agli amici del milanese Ca-sati vescovo di Mondovì, e quiviaddottorossi in teologia nelle scuo-le palatine. L’amor di quello stu-dio il fece autore, e pubblicòin Torino, I’ anno 1758, due vo-lumi De studio theologiae et denorma fidei che piacquero in Ro-ma, ma eccitarono la gelosia d’al-cuni teologi in Torino. Il primopresidente richiamò al fine del-l’arino 1708 alle regie scuole ilDecina , che fu nominato profes-sore di retorica nel collegio diCiamberì, ove non andò mai.- Idoveri di professore straordinarionon davangli nè lucro, nè gravicure ; laonde potè allora erudirealcuni ragguardevoli giovani nellastoria e nelle civili discipline. Ifilosofi Lagran già , Saluzzo e Ci-gna eransi stretti in quella priva-ta società scientifica, da cui esci1 accademia delle scienze di To-rino; e vollero seco il Denina, checonobbe quivi fra gli altri il Du-tems impiegato nella legazioned’Inghilterra a Torino. Questi lofece institutore di parecchi ingle-si : agli uni insegnava grammati-ca italiana ed agli altri leggeva laStoria antica del Rollin e gli An-nali di Tacito. Conobbe allora i
dùòhi di Portland è di Malki-rough, milord Spencer, ed altri ^dai quali apprese molte cognizio-ni di letteratura inglése, che gio-varono al buon successo del suoDiscorso sópra le vicènde dellaletteratura pubblicato in Torinol’anno 1760. Questo libro, in cuinarransi rapidamente le vicendeletterarie di tutte le nazioni, dal-le origini orientali sino a’tempinostri, fu dall’autore cresciuto diun Saggio .sopra la letteraturaitaliana , con alcuni altri opuscoliec.,impressa in Luccal’anao 1762,ed in Berlino degli anni 1784-1785,in due volumi, ed in quella'di To-rino e Carmagnola degli anni 1792e 1811 in quattro volumi. Essa ope-ra tradotta in tutte le lingue colteid’ Europa , procacciò molta famaall’ autore; ma il Voltaire trattol-
10 da pedante nel suo romanzo in-titolato: L'homme à quarante fi-cus , per quanto scrisse contro lostile del Montesquieu ; nè tant’al-tri vollero acchetarsi a molti suoigiudizii spesso leggeri ed infidi.Amante degli studi teologici vola-ta il Denina indirizzarli al benedella società, e perciòi impressenell’ anno 1761 con la data dìEuò-ca sotto nome anagrammatico laLettera di N. Daniel Caro sopra
11 dovere de' ministri evangelicidi predicare colle istruzioni e col-l'esempio Vosservanza delle leggicivili e spezialmente in riguardoagli Imposti.
Un compendio storico delleprincipali città d’Italia fattoi dalDenina per milord Spencer l o av-verti che l’ origine de’diversi sta-ti in cui dividesi l’Italia , rife-rivasi quasi ad un tempo solo, eche comuni erano le cagioni ideilaloro libertà, grandezza e decaden-za. INacquegli da ciò l’idea dii farun libro , su 1 ’ andare del Monte-squieu, e F intitolò : Riflessioni sula grandezza e su la decadenzadelle Repubbliche Italiane della