Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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fratelli nel calesse, quindi il con-durgli fino agli Appennini, e ncl-1’ abbandonargli per prendere al-tra strada, il donativo d’uria te-line somma di denaro. In (piantoa Giambattista, mediante tale via-tico , non eravi ostacolo alcuno;ina Antonio assiso sopra una roc-cia con alte grida invocava i suoiparenti e ricusavasi d’avanzare diun solo passo. Finalmente la co-stanza del maggiore cedette alladisperazione del cadetto, e trista-mente ci riprese la strada verso iltetto paterno. Immaginernesi fa-cilmente come non gli riuscissepiù piacevole il soggiorno di Pa-dova dopo questo involontario ri-torno, e con impazienza attendes-se il momento d’ intraprendere ilgiro dell’ Italia con in inano il ra-soio ed il saponctto. Al volgere ditre anni quel momento giungeva;forse eziandio non attendeva perabbandonare la città nativa \'exeatpaterno non più che per la primasua scorreria. In quest’occasionenon guidò già seco il fratello; edopo alcuni giorni di cammino fe-ce tutto solo il suo ingresso nellacapitale del mondo cristiano, sen-za forse troppo sapersi di qualimezzi si servirebbe onde vivere.Per quanto egli asserisce, dedica-vasi in ispecial modo allo studiodell’ idraulica. Ed in fatto egli al-lettava il pubblico di Roma conalcuni giuochi desunti da questascienza, ma i giocolieri non di-consi dotti. Simigliarne alla mag-gior parte de’suoi compatriotti pos-sedeva al più alto grado quella vi-vacità di spirito che sa piagarsi atutto, arrampicarsi a tutto, ed o-vunque ritrovare espediente. Maivi, come ovunque, per ognunov’hada sua stella. Belzoni certa-mente trovava soverchio concorsoin quel genere nella città papale,e finiva col farsi frate per non piùdigiunare. In uno de’suoi giornidi forzata astinenza s’avvisò egli

<1’ aver vocazione alla ritiratezza.In tal caso non fu di molto dure-vole la di lui illusione , e novizioaborriva di già il chiostro senzaosarsi d’ uscirne, allorché l’appa-rire dei vittoriosi francesi mutòl’aspettp d’ Italia. A Roma ezian-dio si secolarizzarono alcuni con-venti, e Belzotii affi ettossi a sfra-tare. Ma 1 ’ indipendenza non glisomministrava piucchè innanzi alnoviziato i mezzi di vivere altri-menti che stentatamente. Roma,che fu meta d’ogni suo voto, offri-vagli sì poche risorse, talché do-po aver posta in opera ogn’ indu-stria ritornavasi a Padova. Nè ri-trovandovi d’ avvantaggio 1’ ali-mento necessario alla sua mobili-tà , al suo bisogno d’ avventure ,lasciò di nuovo la patria e recossiin Olanda cercandovi occupazio-ne (1800). Ignorasi che vi facesse.Certamente la sua semplicità nongiunse fino ad immaginare che gliOlandesi avendo in somma stimal'arte dell’idraulica di cui non sa-prebbero fare a meno, potrebbeegli render loro graditi i propriiservigi. Gli Olandesi erano benpiù atti ad offrire a lui insegna-menti intorno a questa scienza, ealle altre tutte, anziché riceverne.Comunq-to sia, spirato un annoripigliò 1A strada d’ Italia , donderipartì di nuovo nel i 8 o 3 . F11 al-lora 1 ’ Inghilterra scopo del suoviaggio; e l'Olanda non gli serviche siccome unluogo di passaggio.Poco dopo il suo arrivo a Londrauniva la sua sorte a quella di unagiovane inglese invaghitasi piut-tosto , giova credere , dei vantag-gi di sua persona che di quellidi sua fortuna. In quell’epoca Bel-zoni nqn solo nulla possedeva, matrovavasi eziandio senza profes-sione e senza patria. La meravigliaovunque eccitata dall’ erculee sueforme gli suggeriva il pensiero dimostrarsi a Londra per denaro. Ap-parve sul teatro equestre d’Astley,