Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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talora da Ercole , talora da Apol-lo , quindi si diede a percorrerela gran Brettagna , mettendo acontribuzione la pubblica curio-sità , e mostrando di città in cittàora i suoi giuochi d’idraulica, orala sua forza muscolare. In Iseo-zia non eseguiva che alcuni giuo-chi di fisica , ma non soddisfattodei risultamenti pecuniarii di que-sto spettacolo, vi aggiunse in Ir-landa i giuochi di forza, e fu vistoavanzarsi sulla scena portando otrascinandosi dietro una ventinad’ uomini attaccati al suo corpo.Dopo aver in tal guisa esperimen-tato i tre regni, nè avendo piùnulla onde eccitare 1’ addormitaattenzione di John Bull , partì conla sua sposa alla volta del Porto-gallo, occupato allora dagli Ingle-si, e tutto ripieno di spettatoriatti a gustare idi lui talenti. Giun-to a Lisbona recavasi ad offerire1’ opera propria al direttore delteatro di S. Carlo. Tostochè l’im-juesario 1’ ebbe veduto, concepivail bel pensiero di farlo comparirenel ballo mimico del Sansone,sotto il nome e le vesti di questoeroe. Giammai era stato più de-gnamente rappresentato 1’ Ercoleebreo. Il cassiere del teatro perpiù d’ una volta rese grazie all’ i-spirazione del direttore. Ma quan-do i prodigii di forza operati dalgigante ebbero per tutta una qua-resima allettata Lisbona , fu me-stieri di nuovo cercare altrove ven-tura. Belzoni rècossi a rappresen-tare la parte di Sansone a Madridove gli Spagnuoli non altrimentide’loro vicini applaudirono allospettacolo tolto dal libro dei Giu-dici, ed attestarono la loro soddis-fazione coll’accalcarsi nella pla-tea. Queste varie scorrerie aveva-no procurato a Belzoni il mezzodi fare alcuni risparmii. Risolvet-te d’impiegargli in un viaggio per1’ Egitto, e primieramente si por-tò a Malta ove risiedeva allora

Ismael Gibraltar agente del pa-scià Moarnrned-Alì. Intrepido co-me per l’usato, Belzoni, non rav-visando nell’agente che uno spe-culatore sopra un altro teatro, in-trattenne de’suoi talenti nell’i-draulica Ismaele , che senza pro-mettergli nulla di positivo, glisuggerì tuttavia di portarsi in E-gitto, ove forse il vice-re lo inca-richerebbe della costruzione diuna macchina per far passare 1’ a-cqua del IVilo nei suoi giardini delCairo. E sopra tale semplice ecci-tamento non esitava Belzoni atrasferirsi con la sua sposa ed unpiccolo servo irlandese in altraparte del mondo in mezzo a po-poli di diversa religione, e di cuiignorava la lingua (t). Convieu

(i) Per rettificare guasto d'inesattoe poco gentile vien detto riguardo iprimi anni della vita del Belzoni nel-1 ’ articolo biografico di Parisot, giovatrascrivere il capo II dei Cenni Bio-grafici intorno al medesimo, scritti dalprofessore Lodovico Menin e premessial primo volume dei Viaggi pubblicatidai fratelli Sonzogno, Milano, 1825, 4voi. in i2.mo.

« Il primo viaggio di Giovanni, chetale a buon diritto può dirsi, attesa laeia e P inesperienza, là sua escursioneverso Firenze, fu riguardato dai menoseveri fra i suoi conoscenti come unagiovanile scusabile leggerezza, i più ri-gidi ne formarono infelicissimo presa-gio, il nostro Belzoni accagionando dipazzia, anziché di temerità. Ma egli ac-costumandosi per tempo a non presta-re orecchio alle ciance degli oziosi, edai clamori de’pusillanimi, e sempre ilconcepito progetto di recarsi a Romaconservando, non d’ altro occupossi perben tre anni che dì erudirsi nella pa-tria lingua, e di ritrovare fra’suoi con-cittadini, egualmente robusto e risolu-to compagno, il quale seco lui divides-se i disagi ed i piaceri d’ un secondoviaggio . Come gli venne fatto di rin-venirlo, congedossi non senza lagrimedalla sua famiglia, e ripigliando )’ ia-terrotla via di Firenze e di Roma, potòfinalmente contemplare quest’ augustacittà che stala era il primo fra’ suoipensieri, 1 ’ oggetto il più lusinghiero