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[Volume terzo e volume quatro.]
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>) ohe atto ufficio di accademico o» di letterato uomo si appartenes-j> se, fu il Vigo giudice senza pas-i> sioiic, senza invidia e di piace-li volissima discrezione. Usò fami-si sta de’ suoi pari anziché dei

» g randi.Spositore chiaro ,

» facile e diligentissimo degli am-» uiacstramenti degli antichi, ac-ìì crebbe con questo il vanto, cheii gli fu attribuito di prudente edsì ottimo disegnatore; vanto non» esiguo , essendoché da coloro,ii che adeguatamente sentono del->1 la dignità dei cattedrali uffizi,ii si sa di quanti presìdii abbia dail essere fornito colui che vuole ini* quelli esercitarsi con lode. Dellei> sue opere poi niuna se ne in-sì con tra, la quale non sia argo-ii mento di quella diligenza, cheii egli pose massima e singolareii negli studi di umane lettere,u segnatamente latine ». Dopo ilgiudizio di così valente letterato,se è lecito l an-odungere ancora unacosa, noi avvisiamo di poter dire,che il Vigo per l’accuratezza deiconcetti, per la locuzione poetica,e per la facile eleganza delle de-scrizioni, non è punto inferiore alVida, ed a quegli altri, che trat-tarono, benché in lingua diversa,consimili materie, quali sono l’A-lamanni, lo Spolverini, il .Baruf-faci, ed Alessandro Tesauro. Maegli avrebbe forse levato mag-gior grido di sé , ove, dotatodi più feconda immaginativa, a-vesse saputo spargere una più gra-ta varietà ne’suoi carmi coll’in-nestarvi principalmente maggiornumero di episodi, e sortito aves-se dalla natura una mente capacedi signoreggiare le cose, senza la-sciarsi andare mai a quella imita-zione, che tiene alcuna volta delservile.

Tommaso Vailaujii.

LUNELLI (Benedetta Clo-tiediì ) , nasceva in Cherano il 6

di ottobre del 1700 dal conte GianFrancesco e da Maria Teresa Tap-parelli di Lagnasco. Voltasi finda’suoi primi anni agli studi, im-parò le lingue latina, italiana efrancese, e giovane di anni quat-tordici sostenne con molta lodenella Chiosa di S. Tommaso inTorino pubbliche tesi di filosofia.Un anno di poi pubblicava L’o-zio villereccio, componimentopa-storale, in attestato di fedelissimoossequio ed augurio di perennefelicità nell’ ingresso dell’ anno1716 al inerito augusto di Mada-ma Reale etc., Torino, presso Mai-resse e Radix, in 4. ». — Questopoemetto le procacciò l’ aggrega-zione a parecchie accademie lette-rarie, e tra le altre a quella deiCandidati, degli incolti, degli In-nominati e degli Arcadi. La qualcosa ho voluto notare, perchè aque’ tempi, in cui anche gli uo-mini di qualche grido nelle lette-re si facevano un vanto di appar-tenere alle colonie arcadiche, do-vette essere per una fanciulla ilmassimo degli onori, a cui potesseaspirare. L’anno 1719, stampò an-che in Torino u Le Primizie diParnaso » coi tipi di FrancescoMairesse e Giovanni Radix, unvoi. in d. E nel 1726, dopo avertrapassata la verde età nella coltu-ra delle amene lettere, diè la ma-no di sposa al marchese D. Giro-lamo Spinola di Savona. Ma le cu-re di madre di famiglia non val-sero ad allontanarla dai suoi dilettistudi, cosicché celebrandosi nel1756 in Savona il Centenario dellaapparizione della Vergine, pub-blicò colle stampe del Franchelliin Genova una Corona poetica de-dicata a monsignor Agostino Spi-nola vescovo della predetta cit-tà. — Finalmente dopo essere sta-ta esempio al mondo di matronadi nobilissimi costumi, moriva inSavona il zg di marzo del x 77>4-Le sue poesie tengono qualità dal