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[Volume terzo e volume quatro.]
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Austriaco della corona tir ferCo,dell’ ordine di Wasa, professoreemerito dell’università bologne-se, uno de’ dottori di quel colle-gio filosofico, professore onorarioa Vilna, dell’accademia benedet-tina, della bolognese di belle ar-ti, dell’I. R. istituto di Milano edi Pavia, della società italiana,dell’ accademia di Torino, oltreinfinite delle più insigni d’Italia.Fu socio corrispondente dell’ac-cademia di Londra, di Parigi, edelle più famose della Germani*.

GUNFRANCESCO ltiMBEILl.

MURO (Vincenzio de), biologo,nacque nella terra di S. Arpino,lontana cinque miglia da Napoli,nel laòSda onesti e civili geni-tori. Dal padre, dell’età di anni 9,fu Vincenzo posto nel Seminariodi Aversa, che allora fioriva perottimi precettori, e vi dimorò an-ni 14. Fece ivi con ottimo suc-cesso tutto il corso degli studii, epresto fé conoscere il suo valore,avendo rapidamente apprese lelingue ebraica, greca, latina efrancese. Compose con molta ele-ganza versi latini ed italiani, col-mo il petto di un estro non ordi-nario, nelle e annuali accademie,che iu quel Seminario t.enevansi,i suoi poetici componimenti eransempre preferiti. Non fu menoelegante nello scrivere in prosa,avendo con pari lode recitate nonpoche orazioni. Nel Seminariomedesimo fu scelto per maestrodi storia e di lingua latina e gre-ca. Divenuto sacerdote si ritirò inNapoli e fu eletto maestro di elo-quenza nella regia accademia mi-litare della Nunziatella, ed ebbel’incarico di comporre tutte le o-pere che bisognavano per le pri-me cinque classi di detta accade-mia. Compose e pubblicò pertan-to le Grammatiche ragionate del-le lingue latina, italiana e france-se, e 1’ arte di scrivere o sia l’eia»

Vol. IV.

quenza italiana. Pubblicatosi inNapoli il romanzo la Clarissa vifece una dotta prefazione. In se-guito fu dichiarato direttore dellescuole dell’ accademia militaredella Nunziatella. Stabilita in Na-poli 1 ’accademia Pontaniana, nefu dichiarato segretario perpetuo,ed ivi lesse molte dotte memorie,che si furono impresse negli attidell’ accademia medesima. Cessòdi vivere nel di g gennaio 1811.Lasciò due opere inedite, che siconservano dal fratello avvocatoDomenico de Muro. La prima,Del sublime trattato di DionisioLongino tradotto in italiana fa-vella, e corredato di note dall'ab.Domenico de Muro, spiegando iluoghi più difficili del greco au-tore. La seconda, Trattato per lostudio della storia dal principiodel mondo fina a tempi nostri.Pubblicò due orazioni italiane,una per lo ritorno da Vienna delre Ferdinando IV, e 1 * altra perla morte di monsignor AgostinoGolino vescovo di Trevico, ed al-cune latine inscrizioni.

Marchese di Vìi. la rosa.

Bit [GANTI (Filippo), nacque inGallipoli città sul golfo di Taran-to di Filippo e Fortunata Mayro ,antiche e nobili famiglie, il 5 mag-gio iga 5 . Il padre, che fu autoredella Pratica criminale delle cortiregie e baronali più volte ristam-pata, e della Pratica civile inedita,istruì prima il figliuolo nella filo-sofia e negli elementi .del diritto,poi lo mandò del 174» a Napoli aperfezionarsi nelle scienze e nelforo. Ma dopo qualche anno , in-namoratosi il giovane della mili-zia , si arrolò in qualità di nobilecadetto nel reggimento di terrad’Otranto, volle istruirsi nella tat-tica, e studiare i principii dell’ar-te negli autori: era per salire agradi maggiori ; ma perocché bol-liva la guerra in Italia, il padre1( 3