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Lstterarle di Firenze 1772, e nelViaggio per V Italia di M. De laLande, al volume V, pag. 246, sileggono elogi nobilissimi e since-ri di questo valentissimo oratoree poeta latino. Il chiarissimo aba-te Vito Giovenazzi Napolitano,Bibliotecario del principe Altieriin Roma, intitolò a lui un librettodi belle poesie latine edite in Na-poli nel 1786, alle quali France-sco Saverio Gualtieri premise al-cune parole in cui è un bellissi-mo elogio al Mazzolari.
Monsignor Angelo Fabroni, giàdiscepolo del Mazzolari, intitolò alui la vita del cavalier Perfettipubblicata nel voi. 3 . Fitae Italo-rum etc. pag. 289. Romae 1770, enella lettera dedicatoria a lui sivolse di questa forma: a In fe’amal mio grado mi presi carico dital fatta, disperando potere venireper alcun modo in gara con te. Equale cosa desti mai tu in luce,che non sia tutta nel suo genereperfetta ! che eleganza di parole ,che sceltezza, che nitore, che sfol-goratezza? quale condotta di dis-corso, quali ornamenti, quale co-pia di favellare ! Non vi è cosa chenon sia bella, limata, e con acrestudio e giudizio ripulita. E quel-lo che sa di miracolo si è , che tunon meno nella poesia, che nellaprosa ti levi ad altezza da non sor-montare , la qual cosa quanto dirado soglia avvenire, sei sanno co-loro che all’ una e all’altra manie-ra di scrivere applicarono l’animo.Ed io si di gran lunga da te dissi-mile e per età,e per ingegno, eper esercizio, come posso darmi asperare di far cosa che possa soste-nere il paragone de’tuoi scritti?»
Più distese notizie intorno allavita del Mazzolari raccolte in Ro-ma dal dotto ed tfrudito sig. abateTommaso Termanini modenesepur egli gesuita si attendevano dalpubblico, ma per quanto io so nonsi sono ancor pubblicate. Al Maz-
zolari pur si deve l’edizione delleegloghe del Rapino, alle quali con-seguitano tre altre fin allora ine-dite del Noceti, fatta in Roma nel-l’anno 1771. La Biografia univer-sale diede un breve ma onorevolecenno di lui e delle opere sue, enon meno onorevole è la menzio-ne che ne fa il Roberti nel volumeprimo delle sue opere, sul princi-pio della lettera diretta al conteGiovio. Anche il Cardella nel 5 .voi. del suo Compendio della sto-ria di bella letteratura, e il Lom-bardi nella Storia della letteratu-ra del secolo XFIIt , ne fecero idovuti encomii. Un lungo articolopure si legge nei Supplementa Bi-bliothecae scriptorum SocietatisJesu(Romae 181 4 ) donde sappiamoche il commentario intorno la vitadel Lagoraarsini venne a luce inVenezia nel 1807 pei tipi di An-tonio Rosa — De vita et studiisHieronymi Lagomarsinii Com-mentarius , e vi furono fatte ag-giunte dal prete Francesco Carra-ra, e apposte annotazioni dal preteFrancesco Giorgi editore. Sappia-mo ancora che i mss. rimasti era-no : 1. Monumenta ad JoannemMarianum Parihenii Fratremspectantia, tra i quali bello vienegiudicato l’elogio di Giovanni suofratello. 2. Alcune addizioni a que-sti monumenti, in fin de’ quali unlibro contenente 62 lettere ad unanonimo, in cui parlava delle tra-versie sostenute dalla sua società.3 . De vita et sancta conversatoneven. Patrum e S. J. ad patres etfratres eiusdem societatis . 4 - E-pistolarum libri quinque : il pri-mo contiene 19 lettere, il secondo28, il terzo quarto 29, il
quinto 17 dirette al fratei suo Gio-vanni. Segue un’appendice, cuitiene dietro un carme filosoficosull’ origine dei venti, diretto a!fratello.
Altre piccole cose pur si ricorda-no dal padre Raimondo Diodato