scuole del municipio, e con gran-dissimo frutto gli alunni all’uopoincoraggiava, e ammoniva. Intan-to gli studii con troppo ardore in-trapresi gli scemavano le forze fì-siche , e ben presto si manifesta-rono i segni del morbo che lenta-mente lo consumava. Terminate astento nel 1824 le sue lezioni ri-tornava al paese natale confidan-dosi che quell’aere purissimo loritornerebbe a salute. La speran-za fu vana ; perocché ritornatoper consiglio dei medici a Pisa,con immenso dolore degli amicie degli scolari abbandonava questavita il dì 14 di ottobre nel trenta-settesimo anno dell’età sua. La-sciò fra gli altri suoi scritti uncorso di gius canonico, frutto dilunghi indefessi studi, che avevain animo di pubblicare pe’suoidiscepoli, del quale dette a stam-pa le prenozioni net libretto cheporta il titolo — Praenotiones adinstitution.es canonicas. Pistoriiex Episcopali tj-pograpliia anno1822. 411 ’ ordine ed alla chiarez-za si aggiunge anche la lode d’ u-»o stile latino purgatissimo, nontanto comune a quelli che tratta-rono somiglianti materie. Lasciòin patria un annuale premio aglistudenti d’ umanità, ed una di-screta somma a prò della bibliote-ca dal benemerito proposto Coltilasciata al comune, la quale perincuria è stata scemata, e danneg-giata assai sconciamente.
Giuseppe Arcì.nckx.1.
CASSITTO (Luigi Vincenzo),nacque in Bonito, terra del Prin-cipato Ultra, il 3 i dicembre 1766,da Romualdo e Saveria Miletti:dopo la prima istituzione nellacasa paterna fu inviato alle scuoledel seminario di Ariano per le u-wine lettere, e di i 3 anni a Na-poli , dove nelle filosofiche disci-pline ebbe maestro Antonio deM irtiis, autore di buoni libri ele-
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mentavi. Di i 5 anni o in quel tor-no diede il suo nome all’ordinede’ Predicatori : tra’ quali crebbedi virtù e di dottrina tanto , chechiamaronlo anzi tempo al sacer-dozio e all’ istituzione degli alun-ni : qual che si fosse allora la filo-sofia delle scuole, la sua fu sobria,giusta, ma critica : nella teologiaamò i teoremi invariabili semplicie nudi traendoli dai puri fontidelle Scritture, de’Padri, e dal-l’angelico Dottore : nelle polemi-che controversie fu destro : fecele sue delizie dell! incorrotto van-gelo, onde trasse i principii puris-simi della morale cristiana. Giàmaestro in divinità, non isdejnòerudirsi ancora nelle scienze lisi-che , dal minimo atomo di mate-ria sollevandosi a contemplare gliattributi del Creatore. Insegnò aCarinola, Ariano e Napoli conmolto onore : scrisse le Inslituzio-ni teologiche in modo piano, faci-le, e sgombro da farragine inco-moda ed opprimente : lodate pelmetodo e per la semplicità dellostile e per la profondità delle dot-trine. Fu chiamato nella 1 \. Uni-versità di Torino a leggere il testodi s. Tomaso, poi alla primariacattedra di teologia dommatica edi morale evangelica : fu revisorede’libri, esaminatore del clero,decano del collegio teologico ec.Si fece ammirare dagl’intendentiper la sua Liturgia Domenicana ,per gli Atti sinceri del martire diCuma s. Massimo , per l'Opuscoload illustrazione d' un cammeod incisione greca in diaspro san-guigno rappresentante la B. Ver -gine: per le orazioni panegiriche,le dissertazioni, e per ogni altramaniera di componimenti nell’an-tico e nuovo latino. Lavorò intor-no agli Annali sinodici del regnodi Napoli, all’ Archeologia Sacra,alla cose biografiche dell 'Afflitto ;ma più si aggirò nella predi cazione;a Roma e a Napoli singolarmente
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