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[Volume terzo e volume quatro.]
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non mancò di prestarsi a udirele confessioni de’fedeli, e a tuttoche valga a promuovere la pie-tà : alle parole aggiunse l’esem-pio ancora più potente, fiorendoper ottime qualità di cuore, perintegrità di costumi, per vero spi-rito di religione : soccorritore de’miseri vergognosi, ebbe gli uomi-ni come fratelli : nel turbine, chedisciolse il suo ordine, non mancòdi costanza: a conforto specialmen-te della gioventù nelle vie dellapietà sincera, scrisse un Manualedi Pietà ad uso delle R. alunne dis. Marcellino, ed una Novena delB. Alfonso de Liguori. Tornata lacalma, fu delegato per la restaura-zione de’conventi del suo Istitutonel Regno, e in due anni ne videriaperti venti: posto di nuovo algoverno di quello di s. Domenicomaggiore di Napoli balzò dal per-gamo e dagli usati esercizii al let-to di morte nell’ età ancor verdedi undici lustri. Tra il compiantode’suoi e della città passò coinècolui, che uscendo dal mare tem-pestoso entra nel porto. A’i4 mar-zo 1822 il P. Vincenzo M. Perrot-ta suo confratello ne disse l’Elogionella solenne accademia tenuta ins. Domenico Maggiore (Nap. 1822):anche l’ab. Serafino Gatti ne fecel’ Elogio, che è stampato cogli al-tri suoi ( Ivi, l832, p. 125).

D. Vrccou.'u.

BANDETTINI (Teresa) (.),

più conosciuta sotto 1* arcadiconome di Amarilli Etrusco, nac-que in Lucca il dì 12 agosto del1 o63, di tutte quelle naturali di-

fi) Nella morte dì Amarilli Etni-sca. Orazione del Prof. Lorenzo To-rnei detta nella Basilica di S. Fredia-no il 7 aprile 1837. Lucca, Tip. Ber-tini. Nel Poliorama pittoresco di Na-poli Nudi, xtr si legge una bella edaffettuosa Ode di Itosa Taddei sullostesso argomento.

sposizioni fornita, che sono a unpoeta qualunque necessarie, e inispecial modo a chi voglia, senzainvilirla, trattare la diffìcilissimaarte d’improvvisar versi. E eh»di tanto ricca ella fosse, mostròfino dalla sua più tenera età,quando di soli sette anni, privaaffatto di qualunque istruzione,trasportata dalla sua anima natu-ralmente poetica, improvvisò ot-tave alla foggia dei cantori deitrivii, dei quali le slide ingiurio-se o ridicole forse alcuna voltafermarono 1’ attenzione di quellafanciulletta. Aveva appena com-piuti tre lustri quando la madre,perocché già il padre morendoalle sue cure 1’ aveva abbandona-ta per sempre, mossa dalla pove-ra sua condizione, sperò vendi-carsi dei torti dell'ingiusta for-tuna, la Teresa ascrivendo sic-come danzatrice al teatro. Manon era quella la strada che do-veva farla immortale; nè il ballola deviò dalla vera: chè vie mag-giormente si diè a coltivare lapoesia, intenta sempre ad abbel-lire lo spirito, anche qnando lesue compagne brigavano di otte-ner sulle scene (plauso e prote-zione. La bellezza dei versi diun improvvisator veronese da leiper avventura ascoltato, 1’ eccitaad improvvisargli in pubblico unelogio : ognuno ammira la sua fa-cilità, eia incoraggia a quell’e-sercizio ; e di lì a poco tempo lavedi, percorrendo le prime cittàd’Italia, nelle più colte società,lodi ricevere da tutti i dotti. Edio qui potrei considerare la Ban-dettini come donna maravigliosa,perchè vera poetessa estempora-nea: ma primieramente desiderodire alcun che dei suoi versi pen-sati e dei suoi studi, e precisa-mente di quelli ai quali fu tuttaintenta per apprendere la linguadi Virgilio e di Omero.

Appartengono ai suoi versi