Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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estemporanei versi non temonoandar soggetti come i pensati estudiati alla più severa critica ,ed anzi da questa hanno il van-taggio di far risaltare alcune bel-lezze , le quali sfuggirebbono achi solo improvvisar ascoltasse »L’avvocato Luigi Fornaciari iniin elegante e dotto articolo Sul-le poesie estemporanee di Ama-rilli Etrusco osservò già quantoqueste valessero per l’invenzio-ne, per la condotta e pel det-tato . Ammirò egli quella nonordinaria dottrina tutta infiora-ta di rose, quella disposizioneinimitabile, quelle digressionidi che si vale alcuna volta perdare segnatamente una utilitàmorale agli argomenti che di lornatura non la porgono , e quel-la locuzione non mai disgiun-ta da una maravigliosa chiarez-za, e da una semplicità, senzadi cui non vi è grazia, nè dignitàvera. Finalmente d’ ogni cosa, be-ne ed anche improvviso parlò laBandettini, perchè senza esserviprima apparecchiata nè aver tem-po da pensarvi se non quanto ba-stava per raccoglier la mente. Echi potrebbe mai sospettare di leiciò che di tanti moderni improv-visatori taluno pensò, cioè che ver-si composti prima con agio inse-risse nei suoi estemporanei, se ap-pena veniva ad essa proposto unsoggetto qualunque, al volto, agliatti, alle parole tale si mostrava danon lasciar dubbio che tutti i ver-si, che le uscivan di bocca, prove-nissero affatto dall’ ardentissimasua immaginativa , per non direda un subitaneo furore , da unarepentina ispirazione ? E di ciòpur si accorse nel 17QÌ Bologna ,quando nella casa del principeLambertini, dopo avere improv-visato sopra diversi temi, le fu pro-posto quel toccante argomento edegno della squisita sua sensibili-tà, La morte di Maria Antonietta

di Francia; nel quale, giunta agliultimi momenti di quella vittimaingiusta , con sì vivi colori la di-pinse , che seppe cavare il piantodagli spettatori, e soffocata ellastessa dalle proprie lagrime, fu Ob-bligata ad interrompere il Cautoche terminar non potè per l’emo-zione del cuore. Ma che il suo poe-tare estemporaneo fosse veramen-te improvviso mostrò più volte indiverse accademie, tornando tostoa cantare sopra alcun argomentogià trattato , mutando condotta emetro, e nella stessa adunanza diArcadia, ove per ben otto voltel’argomento medesimo le fu pro-posto, ed ella sempre il trattò connuovi modi ed in nuovo aspetto.A ragione dunque l’accademia de-gli Oscuri di Lucca nelle srie saleeresse il ritratto in marmo di Arrìa-rilli, e in prosa e in rima celebròil ritorno ch'ella fece alla città sua.A ragione la encomiò il severo Al-fieri con quel noto sonetto: Ed iopure, ancorché dei fervidi anni;e con odi il Monti ed il Mazza. Nèfa maraviglia se molto pur la lo-dasse l’Eroe dei due secoli, quan-do nel suo passare da Modena dalei volle in due versi improvvisatiun saluto; nè se si ebbero ad ono-re di corteggiarla i due Pindemon-ti, il Parini, il Cesarotti, il Masche-roni, il Bettinelli, il Bozzoli, ilPasseroni, lo Scarpa ed altri mol-tissimi italiani ingegni, tra i qualipiù d’ uno strinse con essa amici-zia ; se coi socii si affratellò dellepiù celebri accademie, fra le qualidella Virgiliana di Mantova, degliApatisti di Firenze, dei Fervidi diBologna, dell’Arcadia, della Tibe-rina e della Latina della prima cit-tà del mondo. E Roma, nel 179}mentre il di lei ritratto appendevaalle pareti del serbatoio di Arca-dia, le ornava le tempie con la tan-to ambita corona di lauro; la qualecon quelle che le dette Perugiaper mano del conte Reginaldo