Ansidei, e Mantova per mezzo delBettinelli, forma il più bel monu-mento della sua vera gloria, dellasua gloria immortale: chè non sigettano le corone, le quali, se nonè somma, difficilmente si posanosul capo della virtù.
E oltre a queste doti della men-te, fu la Bandettini ottima mogliedel suo degno concittadino PietroBanditeci , il quale tolse a maritonel l'jHt}. Non s’inorgoglì pe’ do-ni che aveva avuti dalla natura eche tanto crebbe col suo studio,sentendo invece basso di se comeè solito il vero saggio, del quale èinseparabil compagna 1’ umiltà .Amò grandemente il prossimo , edi esso come potè fu aiutatrice col-le sue onoratissime fatiche; e sem-pre seguitando i precetti della rerligione cristiana , trovò in quellicouforto, nel quinto giorno delpassato aprile, quando tornò a quelDio, che aveva tante volte cantato,lasciando, sebben settuagenaria,l’Italia tutta in lamento come trop-po presto avvenuta la sua morte.
Luigi Rosse
GERDIL (Giacinto Sigismon-»no), cardinale ed uno de’ membripiù illustri del sacro collegio nellaline del secolo passato, nacque inSamoensdel Faucigny in Savoja,ai25 di giugno del 1718. Lasuafamirglia, commendevole per onestà 0yirtù morali e religiose, non tenevaun grado considerabile in quellapicciola città. Suo padre ivi occutpava una carica di notajo; quindiGerdil fu di tutto debitore a sè stes-:so, di nulla alla nascita. La sua edu?cazipne fu accurata : fino dall’ etàdi sette anni, mandato venne peiprimi studii a Bonneville; e licompiè pe’ epllegii de’ Barnabitidi Thopon e d’ Anneci. Molta ap^plicazione , una grande perspicuaeia, la memoria più felice, ma as-sai più ancora , una purità di co-stumi ammirabile ed ppa pietà e-
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mineate il fecero distinguere daisuoi maestri come allievo di unmerito raro; ed allorché, finiti glistudii, egli dimostrò desiderio dientrare nella loro congregazione,non poterono che essere contentidi fare un acquisto tanto prezio-so. Dopo le prove del noviziato,andò a studiare in Bologna la teo-logia. Allo studio delle sacre let-tere unì quello delle lingue anti-che e moderne. Imparò il grecood in esso fece progressi tanto ra^pidi da essere presto in grado diricorrere alle fonti originali. Glidiede lezioni d’italiano il P. Cor-ticelli, membro celebre dell’acca-demia della Crusca: egli coltivò ilfrancese con ugual solerzia, si per-fezionò nel latino e riuscì non so-lo a potere con purezza parlare leprefate tre lingue, ma a scriverleancora con altrettanta facilità cheeleganza. Indefesso nel lavoro, a-vendo una salute che poteva ba-starvi, ed animato dal più vivo ar-dore di sapere, Gerdil faceva chedi pari passo procedessero lo stu-dio delle lingue, la teologia, la fi-losofìa, le matematiche , la fisica ,la storia; e sopra materie sì diver-se scrisse opere, che meritarono isuffragi del pubblico e l’approva-zione de’ dotti. Quantunque unavita tanto occupata, unita all’amo-re suo per Ja solitudine , non glipermettesse di vivere molto fra gliuomini, nondimeno era conosciu-to e stimato da quanti membri piùcelebri e più commendevoli l’isti-tuto di Bologna conteneva; daiZanotti , dai Manfredi, dai Bian-coni, dai Beccarla ec. Il suo me-rito ed i vantaggi, che dovevanoun giorno ridondarne per la reli-gione e per le lettere , non Sfug-girono alla penetrazione d’un pre-lato, il quale dappoi tenne contanta gloria lo scettro pontificio.Prospero Lambertini era in queltempo arcivescovo di Bologna; eo,nobbe Gerdil gipyane ancora e ?