Itosi morii»') la gloria di chi esponela vita in difesa della patria!
Bla iti mezzo a tante ente nondimenticò i prediletti studii : an-zi all’oggetto di ravvivarne l'amo-re e far ritornare i bei tempi neiquali boriva in Città di Castello1’ Accademia letteraria degli Illu-minati già da cento anni spenta,divisò di organizzare una Societàletteraria che col mezzo delL’ernu-lazionee deU’incoraggimento isti—molasse i giovani a seguire l’e-sempio degli illustri maggiori. Siassociò a tale oggetto ad altri un-dici culti cittadini e fondò no'Ac-cademia la quale avendo per sta-tuto che ogni accademico fosse li-bero di leggere nelle adunanzeprosa o poesia sull’argomento chepiù piacessegli, fu chiamata dai li-beri. Nè è da tacersi che tra i fon-datori di quest’ Accademia si con-tano il celebre Luigi Brami tra-duttore di Orazio, l’avvocato Nic-colo Buratti , il canonico LuigiMariottini e il dottor TommasoCherubini Scarafoni • e elle sipregiarono di esservi ascritti mol-ti egregi Italiani e d’ oltremontifra i quali il Bla nciui contava nonpochi amici. Esso come promoto-re di tal letterario istituto ne fueletto presidente perpetuo, e fin-ché visse lo fece mirabiLmeute fio-rire (i).
Nò col solo credito egli fec»prosperare la sua Accademia, macol leggervi utili prose, elegantipoesie. Di queste e delle altre ope-re che egli scrisse daremo quellenotizie che ci è riescito di racco-gliere.
(i) Da pochi anni questa letterariaSocietà è in stato di gran languore:ma con fondamento si spera che inbreve ritornerà nel pristino splendoremercè le premure dell 1 egregio Monsi-gnor Arcivescovo Giovanni Muzi, ve-scovo di Città di Castello, e mercè lacooperazione dei dotti che la compon-gono.
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A promuovere t’ agricoltura »l'industria scrisse due memorieuna Sulla coltivazione del guado,l’altra Sul commercio dei bestia-mi ; a stimolare anche con gliscritti la gioventù al ben fare,fece un Compendio dei fatti stori-ci di Città di Castello nel quale alcerto non mancano esempi digrandi virtù; e compilò la Storiadella città di San. Sepolcro • ope-re che giacciono inedite e che sa-rebbe desiderabile fossero pubbli-cate. Per dare dimostrazioni distima, di venerazione e di affettoo per appagare i desiderii di qual-che amico compose molti sonetti ,anacreontiche, canzoni ec., pernozze, per monache, e per similioccasioni, e se non fu sempre ori-ginale uel trattare questi argo-menti, sui quali credo non vi sìada diro cose nuove, fu spesso ban-ditore di utili verità, sempre ele-gante e giudizioso. E fra le altreprose che compose per l’Accade-mia dei Liberi sono notabili 1’ l£-logio di Mons. Barloli vescovo diCittà di Castello per l’eleganza eper l’affetto, vario odi pindariche,ed alcuni inni sacri. Scrisse pureper il popolo alcune cantate ecanzonette, e profittò di tale occa-sione per inculcargli salutari pre-cetti. E quanto pieghevole fosse ilsuo iugegno lo fe’ vedere nei duecanti bernieschi Sulla Papperà esul Rosario della Mattonata lequali composizioni non temono ilconfronto delle più graziose e leg-giadre di tal genere.
Era felicissimo nello scrivere let-tere familiari e segnatamente digenere descrittivo e scherzevole,dalle quali traspariva la lucidezzadelle sue idee, la sua leggiadradisinvoltura, il suo carattere le-pido e giocoso; molte di questelettere ancora si conservano, eduna che aveva per argomento lamalattia di una bella cagna della,famiglia Semini di Cortona fa