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[Volume terzo e volume quatro.]
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sul quale veggansi più ampie no-tizie nella Continuazione delleMemorie Istoriche de' LetteratiFerraresi ec. (Ferrara, 1811, 4 -pag. i 55 ).

D. ViCcoiim.

PIROLI (Tommìso), intaglia-tore in rame, nacque in Rama il16 ottobre i^òo. Suo padre eser-citava l’oreficeria. A perfezionarsiin quest’arte, in cui fu istradatodal genitore, studiò il disegno;e avea 16 anni appena quandomodellava in creta con maestriad arte eccellentissima. Erasi itiquell’epoca in che tutta l’arte po-sava sul falso, e teneva il campouno stile non tratto dalla natura.11 desiderio di dilungarsi dal ri-sentito de’contorni, che non mol-to addietro signorestriò per la nonpossibile imitazione michelangio-lesca, avea fatti torcere gli artistiall’ allettata rotondità di tutte lemembra, alla forzata morbidezzadi tutt’ i contorni. Alcuni però perforte impulso dell’animo cercato-re instancabile del vero bello ab-bandonarono questi capricci, e nelcostor novero fu Tommaso Piroli.

Viaggiò Con Rosi a Firenze, oveusando alla dimestica con un inci-sore in rame, si provò la primavolta in quell’ arte ; e riuscendo-gliene beue la prova , intese adapprendere le pratiche del taglio.In pari tempo diessi a disegnarele opere de’cinquecentisti, che sitrovano in Firenze e a Pisa, tan-to celebrate per la correzione cherisplende nel diseguo. Dopo setteanni ritornò in patria: ivi dise-gnò e incise con diligenza squi-sita e con sapore dal vero moltetavole di commissione del cavalie-re Serou.v d’ Agincourt, eh’ erasifisso in mente di riempire il vuo-to che restava nella storia dell’ar-te per Io mezzo de’ monumenti.

Poscia l’anno l’jSò fece una in-cisione pure a bulino lavorata so-

vra suo disegno della deposi zitf-ne di croce del Caravaggio, dovela verità che luce splendentissi-ma nell’originale ben si raffrontacon quella che si scorge nell’in-taglio.

Un vivo desiderio lo pungea diincidere i bronzi e i dipinti er-colanesi, de’ quali faceasi una col-lezione con istraordinaria magni-ficenza di stampa e di rami, chepel suo costo non poteva andarper le mani degli artisti. 11 per-chè recossi a Napoli, e ivi per suoconto e a proprie spese di nuovoincise i bronzi e i dipinti perun’economica edizione, il cui pri-mo volume, sortito l’anno 1780,fu ricevuto coll’applauso di tuttigli studiosi.

Ritornato a Roma, non mancòmai di commissioni ; e l’anno 1 jcondusse a termine tre opere di-verse: le mosse di Miledy Himil-ton, i bassorilievi dell’ immortaleAntonio Canova, e gli edifizii an-tichi di Roma. La fama del suosapere, ch’iva diffondendosi, Iofece conoscere a molti genìi del-le arti. Giovanni Flaxmann scul-tore inglese, con cui legò amici-zia, avea tradotti coll’ arte del di-segno i luoghi di Omero, che piùgli parvero acconci da essere rap-presentati colte figure, e il mede-simo intendimento avea condottoin effetto riguardo al divino poe-ma di Dante e a’Classici. Piroli ,abbastanza colto nelle belle lette-re da potere gustare tale componi-mento, incise con assai di spedi-tezza que’disegni di lui, che trae-vano argomento dalla Odissea ,dalla Iliade , dalle tragedie diEschilo e di Sofocle, e dalla di-vina Commedia. Dopo questi la-vori, degui di quel valente arti-sta eh’ egli era , tolse a operaresoggetti di sacro e serio argomen-to, cioè: la vita di Gesù incisa afumo in 12 rami ; gli antichi mae-stri, che intagliò in ben 15 rami