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[Volume terzo e volume quatro.]
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grazioso invito leggendo nelle siteadunanze dotte memòrie.

I! pontefice Clemente XII lodichiarò vescovo assistente al so-glio pontificio, ed a testimoniarglila sua alta benevolenza io ricolmòdi favori. Fu accetto ai suoi prin-cipi, caro al suo popolo, ed ai suoiconcittadini. Mori in Cortona ildì 4 aprile ig 54 e fu seppellitonella cattedrale.

Lasciò una quantità di consulta-zioni legali, e di poesie latine,nella qual lingua era eccellentissi-mo, ed in italiano molte prediche,omelie e lezioni accademiche chein grati parte esistono presso dime manoscritte.

Pubblicò con le stampe le se-guenti opere.

i. Prima Sj'nodus Dioecesana[ celebrata in ecclesia cathedrali| diebus xri et xvn aprilis , anno

t 1. Luoae i 701.

; 3. Compendio de' mancamenti

' principali che occorrono al sacer-i dote e all ’ accolito nel. celebrare,■ e servire la Messa privata. Romai 1^32.

Francesco Gin. ha imi Dragomanni.

! CARLI ( Giuseppe ), nacque inFerrara circa il 1680, ed ebbe lau-rea iti ambe le leggi nel rjoS. Fua Parigi in qualità di segretarioper la nunziatura con monsignorCornelio, poi cardinale, Bentivo-glio, e fecesi familiare la linguafrancese : rivide Ferrara, poi ven-ne a Roma, e da Clemente XI fuposto in impiego di minutantenella Segreteria di Stato; vi rima-se in moltissima estimazione pelcorso di cinque pontificati sinoquasi al termine di quello di Be-nedetto XIV. Afflitto per gli anni,e più per la morte dell’unico fra-tello, cercò riposo in patria, recan-do con 6eco il premio delle duratefatiche ; morì celibe il 29 novem-

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soggiorno a Parigi e a Roma en-trò nelle ragioni delle lettere èdelle arti: raccolse quadri, dise-gni, idoletti, medaglie e bassi ri-lievi d’ogni maniera: soprattuttoraccolse autori classici in ogni ge-nere e in varie lingue, e delle piùrare edizioni : per testamento lidonò alla Biblioteca patria, aven-do scritto di suo pugno in moltememorie e note critiche in lingualatina, che possedeva assai bene:in tutti poi volle f iscrizione infronte :

Joseph. Lte . Ccrlis . Sibi . Et . Civibus

Edizioni di tutti gli Stefani ,de’Frobenii, Elziviri, e dialtri fa-mosi s’incontrano ad ogni passo:pochi codici antichi ; ma bellissi-mo edizioni del 4«o ; anche delleprime, che ai codici in qualchemodo equivalgono: basti il mano-scritto autografo dc\\’ Orlando Fu-rioso, benché non intero, che la-sciato dal Carli èia meraviglia deidotti. Una iscrizione latina a quelbenemerito è posta nella Bibliote-ca di Ferrara, e poiché la lode agliestinti è stimolo ai superstiti, l’e-sempio di Ini fu seguito tra gli al-tri dal cardinale Gio. Maria Ki-minaldi. Quanto al Carli, fu caroe pregiato a’ letterati del suo tem-po per l’indole affabile e cortese,e per lode di onestà e di rettitu-dine ; come per la sua erudizione:alquante iòti Epistole latine al ca-nonico Antenore Scalabrini, sto-riografo ed antiquario ferrarese ,si conservano in un codice ormi-

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naie miscellaneo: contengono no-tizie di antichità e di letteratura.Altre di lui scritte al Borsetti, au-tore della Storia del Ginnasio, con-servansi presso i signori Trampo-lini. Sarebbero da pubblicarsi amostrare, come giustamente l’isti-tuto di Bologna prima del ijl\oscrivesse nel suo numero il Carli: