Roma dal cardinale Alessandro Al-bani alla cattedra di antiquaria ,non volle andarvi: quanto avan-zava da’ suoi stipendii lo donavaad un povero suo nipote: dellareligione fu osservantissimo: eb-be i suoi difetti, che lo fecero pa-rere quasi un bambino, ed appe-na è credibile tanta semplicità contanta erudizione: certamente chiguardava il suo esteriore non loavrebbe mai detto quella cima ,che era, di letterato. Vacillantedella salute fu accolto in casa delduca Vargas Macciucca, dove stet-te quaranta giorni: e in causa diortopnea incurabile mancò ai viviil 21 novembre 1777 con fine de-gno di filosofo cristiano. Le ese-quie furono solenni coll’ inter-vento dei socii dell’ Accademia : efu sepolto in s. Anna di Palazzopresso le ceneri di Giuseppe Pa-squale Cirillo suo amico, senza se-gno di onore. Il duca Vargas glifece fare il ritratto con questiversi :
In eoetum cernis divino pectus TIomero :
Nil mirum bene si scripsit et docuit,
E il duca di Beiforte Io piansecon versi. Monsignor Carlo Ro-sini suo discepolo, indi vesco-vo di Pozzuoli, ne dettò la vitain latino. Ne parla il marchesedi Villarosa ne’ Ritratti Poeticipag. 237. Fra gli estimatori edamici del Martorelli furono Vin-kelman, Corsini, i due Assemani,Paciaudi, Mamacb.i, Burmannoec., ed il Mattei, Diodati, Cam-polongo, e il duca di Noia per ta-cere di più altri.
D. Vaccohni.
FERRAGUTI, o FERRaGU'
(Francesco), nacque in Ferrara il2 aprile 1727 da Domenico. Vuoi-si che la famiglia Ferragù traggala sua origine dal Castello Ferra-gù in Iscozia, e che *i trasferisse
in Italia, e precisamente prendes-se stauza in Ferrara sino dall’anno1290! Secondo gli storici di queitempi fu una famiglia distinta, tcui capi occuparono mai sempreimportanti uffizii presso gli E-stensi Signori di Ferrara e di Mo-dena.
11 Ferraguli, dotato di un eccel-lente ingegno, applicò la menteall’ aritmetica, all’astronomia e al-la ragione civile. Inclinato più al-le scienze esatte che non alleastratte, il calcolo fu per lui maisempre mi oggetto di predilezio-ne 5 e ad esso debbe la rinoman-za che si è acquistata.
La fortuna, che i suoi maggio-ri si procacciarono negli impor-tanti uffizii, di che parlammo, colpassar degli anni passò aneli’es-sa ; ond’ è oh’ egli per campar lavita fu astretto a professare l’artedel notariato ; ma le sue occupa-zioni non bastarono inaia svolger-lo dagli eletti suoi studii, come cene fanno fede le opere, ch’ei resedi pubblica ragione, e che saran-no un monumento perpetuo delsuo sapere in tale materia.
Non solo a Ferrara, ma in altrecittà molte d’Italia, e precipua-mente a Roma, fu accolto con ognimaniera di distinzione dagli eru-diti ; ed ebbe 1’ onore di essereascritto all’ archivio della CuriaRomana.
I suoi concittadini in segno delgrato loro animo per le opere, diche arricchiva la patria, lo elesse-ro a presidente del collegio deinotai, impiego, ch’egli sostennecon molto onore.
Si è pubblicato di lui:
1. L'aritmetica in pratica divi-sa in tre libri con un trattalo delcambio reale per diverse piazze efiere. Bologna, 1739.
2. Istruzioni aritmetiche. Bolo-gna, 176CÌ.