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[Volume terzo e volume quatro.]
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ciampitti ( n icola ), nac-que in Napoli di nobile lignaggioa’ 16 settembre dell’anno 1^49Domenico e Barbara Candido one-stissimi genitori. Imprese ad usa-re alle scuole de’ Gesuiti dalla pri-ma puerizia, e già fin d’allora de-stò ammirazione di sè ne’ suoi pre-cettori, che vedevano lui giovanet-to tanto celeremente apparare, eritenere le cose insegnategli. Ilperchè adoperarono a tutt’ uomoa conciliarselo, confortandolo piviche mai a scriversi del loro nume-ro. A questi conforti avrebbe egliacconsentito di leggieri, se l’auto-rità de’genitori non ne lo avessedistolto. Vedendo poi questi eh’ e-gli vieppiù di giorno in giornoprendeva in diletto la solitudinee lo studio , nè giammai poneval’animo a vane e puerili cose, co-me sono usati i fanciulli, procac-ciarono fosse erudito nel semina-rio napolitano, onde maggiormen-te avanzar si potesse. Ivi allorasotto la disciplina del Martorelli edel d’Aula, uomini assai dotti ( iquali egli legò a sè cotanto col-la gentilezza e coll’ ingegno cheniuno ebbero più caro ed accet-to del Ciampitti ) , incominciòad applicare intensamente allegreche, latine ed ebraiche let-tere , nell’ apprendimento dellequali sorpassò gli altri in guisa chein breve consegui fra tutti gradoprincipale. Questa emulazione distudii però non fu giammai alCiampitti fonte d invidia, ma piùpresto d’ammirazione e benevo-lenza ; mentre egli era cosi mode-sto, che negli animi de’ coetaneie de’ condiscepoli non cadde maisospetto, che ei fosse superbo. U-scito poi di fanciullezza, attese concalore grandissimo a più gravi stu-dii, e lo addottrinarono AlbertoCapobianco e Salvatore Nogeri,l’uno nella filosofia, l’altro nel-le matematiche : quanto profit-tasse in somiglianti studii potrà

conoscersi principalmente da que-sto, che nè un momento di tempolasciava intorpidire nell’ozio o lamano o 1 ’ animo. Niuno quindiavrà meraviglia che egli ancora inquesta nuova carriera trapassassegli altri, il che non solo eccitavatutti i buoni a portargli amore, mail metteva in grande affezione an-che a coloro che se ne mostravanorestii. Que’ buoni poi ehe per unacotale somiglianza di costumi e distudii s’erano fatti intrinsechi alCiampitti, durarono nell’amiciziadi lui fino al chiudersi della vita ;poiché quando 1’ amicizia appog-giasi alla virtù, non viene mutatanè da rivolgimento di fortuna, nèda lunghezza di età. Penso nondover tacere che i principali fraquesti amici si furono Donato Gi-gli, Gaetano Carcano e FrancescoRicciardi, uomo adorno di ognidottrina, che levato una volta asommi magistrati ebbe cosi per-petuamente caro il Ciampitti chenulla più. Instrutto ne’ santissimidogmi della teologia, levato al sa-cerdozio, e tornato alla Gasa pater-na, non mai tralasciò gli studii del-le lettere, ma allora principalmen-te si diè di forza a studiare nelleistorie, e in breve, sendo caldo a-matore dell’ antichità e sofferentedella fatica, venne per esse tantoinnanzi da superare ogni umanacredenza. In questo mezzo il chia-rissimo Giuseppe Simeoli studiosodi accrescere maggiormente la glo-ria del seminario napolitano, av-visò tornare a bene chiamare glistessi più antichi alunni del semi-nario, che mostrassero a’giovanet-ti il sentiero nobilissimo della sa-pienza : chiamò per questo fra pri-mi il Ciampitti; che allora sedèmaestro nell’ infime scuole, poi inquelle della umanità. A questa ca-rica se n’ aggiunsero tosto molt’al-tre, giacché Salvatore d’Aula, allo-ra professore d’eloquenza, rifinitoda lunga malattia, non potendo