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in Napoli fu creato accademico o-norario dell’ accademia allora esi-stente di scienze e belle lettere, eposcia bibliotecario della libreriafarnesiana R., e custode del museo,e galleria farnesiana anche R. Da-tosi tutto allo studio della storialetteraria pubblicò il primo volu-me di una elaborata opera col ti-tolo di Memorie degli Scrittoridel Regno di Napoli. Tal primovolume conteneva la sola lettera A.Ma 1’ autore percosso da grave in-fermità , che degenerò in etisia,Don potè compire la pubblicazionedell’ opera , essendo morto nel di8 ottobre i^85. Il secondo volumeche contiene la lettera B, fu pub-blicato da un giovane per nomeFilippo Campana ; ma trapassatoanche costui, il rimanente dell’o-pera rimane tuttavia inedita pres-so de’frati Domenicani. L’ operafu applaudita, ed avendo correttogli sbagli di molti autori, vennealquanto tacciato, avendo cercatocol fuscellino rintracciare alcunesviste di sommi uomini come delFabrouie del Tiraboschi. Sosten-ne con calore una letteraria brigacol dotto ab. Gaetano Marini, checon la mediazione di pacifici ami-ci ebbe fine. Per aver dato il suogiudizio su di un codice membra-naceo della biblioteca di Manheim,ottenne dall’EIettor Palatino Du-ca di Baviera in dono una meda-glia d’oro del peso di 25 zecchini.
MARCHESE DI VlLtAROSA.
CASINI ( Francesco Maria ),nacque agli il novembre 1648 inArezzo di Carlo ed Olimpia Al-bergotti, genitori nobilissimi, cheavendo altri due figli, Filippo eAnton Giuseppe, posero a que-st’ ultimo di età più grande amo-re, vedendolo crescere per eccel-lenza nella pietà e nelle lettere.Da Federico Nomi di Anghiari ap-parò lingua latina e filosofia tantobene, che già prometteva ogni
gran cosa. Amato e carezzalo datutta gente, era a’suoi come unagioia j talché parve loro averlo per-duto, quando seppero che avea da-to il nome'all’ordine de’ cappuc-cini: questo fece ai g dicembrei665 nel convento di Cortona, el’anno appresso professò. E sem-brando nato fatto agli studi, i re-ligiosi che avevano concepite dilui grandi speranze, anzi che a-spettare tre anni, coni’ è di rego-la, lo posero subito a’ i5 novem-bre i6tì5 con dispensa di Roma astudiare nel convento di Luccasotto la disciplina del p. Bernar-dino d’ Arezzo, che fu poi mini-stro generale dell’ ordine. Il bendisposto giovine ebbe compito ai24 anni il corso di teologia contanta lode, che fu dai padri dichia-rato predicatore e lettore di filo-sofia e teologia nello stesso con-vento di Lucca : e diedergli dodi-ci giovani confratelli da istruirenella pietà e nelle scienze. In ca-po a sei anni fu proclamato deli-nitore della provincia di Toscana :e tanta prudenza, tanta modestiae carità mostrò nel reggimento,che trasse a sè gli animi di tutti,e li confermò nello zelo del bene,di che porgevasi specchio. Ma egliera fatto pel pergamo : niuna del-le doti dell’ animo o del corpo,che all’ oratore si addicono, a luinon mancò : alla fonte de’ sacri li-bri ed alla vena de’ santi padrisingolarmente aveva attinta quel-la dottrina, che bene raccolta escein fiume di vera eloquenza. A ga-ra volevano udirlo le città itali-che, tra le quali ebberlo Firenze,Siena, Venezia, Vicenza, Parma,Lu cca, Napoli e Roma. Come chedi bella memoria fornito, avven-negli innanzi al cardinale GiulioSpinola ed altri personaggi di per-dere una volta il filo del discorso,e avendo pure avuto ricorso alioscritto, fu invano. Ma aneli’ egliera uomo ! Potò bensì, essendo a