formò ancora il gran Viotti, al-tra gloria italiana nella repubblicaarmonica. Di lui presto apparve aquanto dovesse riuscire, che gar-zonetto ancora fu con molto stu-pore udito pubblicamente suona-re. Egli pensò bene avvisando cheil contrappunto è fondamento pri-mo, senza del quale a pena è datodi aggiugnere la mediocrità; ilperchè vi attese con tanta effica-cia che in breve volgere di temponelle composizioni a violino pa-reggiò i più distinti maestri.
Condusse a moglie una sua con-cittadina, Teresa Bertinotti, bel-lissima di persona, di costumi gen-tili, e dotata di una rarissima vo-ce, cui a suo talento sapeva pie-gare dolcemente in mille aggra-ziate maniere. In compagnia dilei il nostro Radicati vian-nfiò inEuropa, e dovunque fu celebrato,e lasciò di sò desiderio. Trovossiin quel paese ove all’ ultima pre-cisione è portata la musica istru-mentale, voglio dire in Germa-nia; in quel paese ove, benché aforza di studio indefesso si riescaa superare stranissime e inauditedisagevolezze, non si ghignerà maialla squisita facilità della italianadolcezza, cui natura volle fosse e-sclusivo perpetuo retaggio di noifigli della ridente Italia.
In alcune scelte radunanze fecesentire il bel canto Italiano, chene’ quartetti di lui grandementecampeggiava. Quell’armonia cara,che nella intenerita anima nonfuggevolmente risuona , piacqueoltremisura, e guadagnava ognicuore. Ad alcuni artisti punti dainvidia prese il bel vezzo di di-re : La mente degl' Italiani nonessere atta a composizioni di al-tissimo stile : esser questa mes-se privilegiata de ’ Tedeschi ; eperciò ì quartetti Italia ni , comequelli del Radicati, noni essereche melodia accompagnala dasemplice e triviale armo.nia divi-Vol. IV.
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sa in tre parti secondarie. Que-sta bassa invidia di quegli ol-tramontani verso la madre dellascienze e delle bello arti, punsealla sua volta il Radicati, il qualesi fissò in mente di disingannarlicolla splendidezza dei fatti. Fattainvitare da alto personaggio nu-merosa e scelta compagnia nonche gli artisti, di che siamo ve-nuti ragionando , esegui quartet-ti e quintetti di autori Italiani,Francesi e Tedeschi i più ripu-tati, e tra gl’italiani in ispeciequo’del Boecherini,i quali sovratutti gli altri riportarono la pal-ma. Egli allora voltosi a’composito-ri, disse loro che il grand’ Èlaydnmedesimo nel comporre la se-rie di quartetti, che tant’onoregli hanno arrecato , prese primanorma per la divisione e la con-dotta da quelli del hoccberini ;e soggiunse che i quartetti del-1’ Efaydn mancano in generale diquel dolce canto , eh’ è retaggiosolo degl’italiani.
La carità del luogo natale, oveavea passati i verdi anni, lo in-dusse a ritornare nella bella no-stra Italia ; e qui con quanto sep-pe di parole e di prieghi rincuo-rò la scoraggiata gioventù italianaa togliere questa taccia, che gl’in-grati oltramontani portano agl’ I-taliani intelletti, a quella terrache produsse un Cimarosa, unPaisiello, uno Stanislao Mattel ca-po scuola della musica istrumen-tale ecclesiastica, un cavalier Ros-ami singolare innovatore della mu-sica teatrale, e tanti altri sommiprofessori che nell’età nostra han-no portato all’ apice in Italia lascienza musicale.
Erasi aperto il concorso alla ca-rica di primo violino in Bolognaquando Radicati, reduce da’ suoiviaggi, ripatriò. Ma questo con-corso non ebbe luogo dacché sep-pesi esservi il Radicati. Il perchèvenne invitato con parole di grau26