deside rio ad accettare quell’ inca-rico, a l quale con generale soddis-fazione fu eletto il 3 1 marzo i 8 i 5 .
La sua perdita tanto inaspetta-ta quanto funesta fu di lutto co-lmine ; imperocché mancò a’viviil i/ f aprile i 8 a 3 sul fiore dell’ etàin seguito di una caduta dal coc-chio.
Di temperamento dolce, man-sueto, di niente aperta, riflessiva,lunge dal detrarre di chi profes-sasse la sua arte, era di lodi pro-fuso : lodava liberamente con ve-race ammirazione gli eccellenti jlodava non parcamente i medio-cri ; di che ricevendo talora rim-proveri, solca dire che il gittareun po’ di superfluo, onde i medio-cri a sè, alle mogli, a’figliuoli pro-caccino susteritamento, era azio-ne commendevole; e di leggierisi ristava dal concorrere egli stessoagl’impieghi, quando sapea esser-vi a concorso persone di lui bensìmen degne, ma più bisognevoli :Lungi da me, diceva, la idea diattraversare le speranze del biso-gnoso: si abbia colui la mia ca-rica, la famiglia sua il desidera-to sollievo, e per me sia il pia-cere , che nel mio caso dee go-dere 1 ’ uom giusto e pietoso.
Lo opere di Felice Radicati, chetrovansi presso il figlio di Ini, sono .-
Opere teatrali in due atti.
H Sultano generoso.
IL Biondello.
Coriolano.
Castore e Polluce.
L' Intrico fortunato.
La lezione singolare , o siagiorno a Parigi.
Farse.
I due Prigionieri.
II medico per forza .
Pezzi sciolti,cioè Cavatine, Arie,
Duetti, Terzetti, Cantate N. 180.Concerti per violino N. g.
Pezzi istrumcntali in Duetti^Terzetti , Quartetti e Quintetti.JN. 24 opere èdite, oltre molte ine-dite.
Concertoni e Sinfonie N. i 3 .
Giuseppe M. BozòlI.
BELLI (Pasquale), nato inRoma a ’5 dicembre 1752 di Giarn-batista e di Annunziata Mirabellidi Arezzo, ebbe dai Padri dellescuole pie i principii delle lette-re : poi si acconciò col pittore Lo-renzo Pecbeux, e venne franconel disegno , e gustò alcun chedi pittura ; ma posto amore aU’ur-chitettilra, ebbe da Pietro Campo-rese le teoriche dell’ arte, e il piùridia pratica fece sotto GiovanniAntinori, al quale giovò pure as-sai col consiglio : venuto in famafu chiamato a Nola per la fab-brica del seminario, a Meldola peigrandi guasti del fiume , a Foli-gno a Tivoli a Terracini! a Vai-montone per altri lavori. A’ 7 ot-tobre 1810 fu eletto ilegli accade-mici di mentito di s. Luca, ed ai27 gennaio 1811 capo, dell’ ammi-nistrazione delle rendite dell’ ac-cademia dotata di centomila fran-chi da Napoleone coll’obbligo diconservare e ristorare le operepubbliche di belle arti e di anti-chità : al che egli pose tutto l’ani-mo. Nel i 8 i 5 concorse co’ profes-sori Giuseppe Camporese, Virgi-nio Bracci, e Basilio Mazzoli aldisegno del grande edifìcio, cheNapoleone intendeva innalzareper la vittoria di Vartchen sulmonte Cenisio. Nel 1816 fu de-Un putato con Giuseppe Camporésee Tommaso Zappati a rimuovetealquanto dal suo luogo il Mosèdi Michelangelo : e dal Canova fudato a lui e al Zappati e a Raffae-le Stern di ben regolare il con-corso di architettura, elle quelprincipe delle arti pose ogni tre