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[Volume terzo e volume quatro.]
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publichi un vero Commentario , omeglio ancora un seguito di elogistorici , il quale valga ad eternarela memoria di essi. E' altresì dasperare che sulle tante elucubra-zioni, e schede, e stampe lasciate-ci dall’ Olivieri, e sui copiosi ma-teriali ch’egli inviò al chiarissimoabate Marini, abbia già lavoratoil defunto signor avvocato TeofiloMetti, la cui Storia pesarese è statanon ha guari comperata dal Muni-cipio , e col pensiero sicuramentedi farle veder la luce, quando chesia, per le stampe. Noi non voglia-mo fraudare del premio chi si fe-ce a concepire così vasti disegni ;nè prevenire l’aspettativa del pu-ltlico, che brama di conoscere tut-to ad un tratto, piuttostochè a bra-ni , quauto di più bello, e di piùnobile contiene la storia politica,e letteraria di Pesaro. Tralascian-do pertanto di favellare circa allememorie inedite , ed alle letterevii corrispondenza cogli uomini il-lustri d’Italia, diremo alcun che«ul Lilco sacro degli antichi Pe-saresi ; opera che 1’ Olivieri avevaspiasi allestita, ed ordinata per lastampa. Ella è scritta in idioma la-tino, c va divisa nei seguenti ca-pi, cioè: i. De origine, et religioneLucorum. 2 .Lucis Pisaurensis de-scriptio. 3. De Aris sacris in Lu-co l’isaur. repertis. 4- De Dona-riis. 5. De JStummis. 6. Luci Pi-saurensis eversio, et de Lucorumeversione. Nel capo primo si là adimostrare 1’Olivieri come i Lu-cili fossero selve sacre, dove erge-vansi are, e facevansi sacrifìcii; co-me il nome di Lucus provennedall’ oscurità del luogo ; come iprimi Luchi furono degli ebrei,e come Abramo ne mostrasse unesempio col piantare il bosco per1’ adorazione d” Iddio , loechè sitrae dalla Genesi: tenevansi qualitempii, vi si recitavano preci, visi appendevano voli, vi si compi-vano sacrilicii, vi si godca il pri-

vilegio dell’ asilo ; tutte cose cheegli convalida coll’autorità di Var-rene e di Plinio . Narra nel se-guente capo come un miglio circalungi da Pesaro, e precisamentein un campo di sua famiglia, sottoalla collina di Gabbano, discuoprìper caso il Luco Pesarese: comenello scavare il recinto trovò tre-dici Iscrizioni in lingua, e carat-tere antico, molto affine all’ etru-sco ; indi una quantità grandissi-ma di donarii, e di voti, altri irrmetallo, altri in terra cotta: posciastatue grandi di terra, monete diofferta dai tempi più antichi finoai secoli romani, le quali porserglilume per l’epoca di quel monu-mento . Si fa poscia a ragionaresull’ antichità del Luco , e ne de-sume essere essa assai prisca , perla circostanza di aver trovati i co-perchii, o le piano delle are senzasegno veruno di fuoco; che senzafuoco dai più antichi de’ popolicompivansi i sacrilicii. Fra le mo-nete, molte rinvenne fuse, e que-ste certamente appartennero aitempi anteriori al conio, e sonoaltre romane, altre italiche: le 4ooomedaglie trovate in poche bracciadi terra erano tutte, quali più ,quali meno avvolte nella terra , epresso all’ are : una sola era d’ar-gento , e tutte con apparente se-gno di votazione. Le iscrizioni ei donarii (quali egli fedelmenteriporta) sentono tutti della primasemplicità. Una sola moneta è diTrajano. Circa all’eversione delLuco , l’ Olivieri 1’ assegna dopo itempi di Costanzo; e ciò in listache al regnare di quello , il Lucoesisteva eziandio, mentre vi si tro-vò una moneta imperiale di quelCesare, e prima di Costanzo nonsi leggono rescritti augusti perl'abolizione dei Luchi. Tali, emolti altri furono gli eruditi rifles-si che su questa grandiosa scopertafece l’Olivieri ; scoperta che ci a-vrebbe arricchiti (pubblicandosi)