Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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425
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imagines aere incisae sunt. fol.Tom. a.

q. Inscriptiones AquilejensesJ. D. Dertoii addendae, ad cl. vi-rino. Rambaldum Advocalum. fol.

8. Inscriptiones Venetae. fol.T. afvii.

g. Inscriptionum Liber ad Ju-iium Bernardinurn Tomitanum.1793, fol.

10. Carmina latina et italica. 4 -

11. Geografia Universale divi-sa in Stati e Provincie. 12, T. 18.

12. Cataloghi ragionati dei mss.greci , latini e italiani della Bi-blioteca arcivescovile di Udine.fol. T. 5 .

1 3 . Lettera ad un amico in di-fesa dello Species Facti controVArciprete di Campo Bernardo. 4 -

i 4 - die de' Monarchi fenia-ni. 4. fig.

i 5 . Lettere Antiquarie a variiamici.

iG. Panegirici e. Orazioni. 4 .

17. Prediche. 4 .

18. Dissertazioni. 4.

tg. Feteres inscriptiones Tar-visijiae notis illustratae ad Pau-lum Crespanium. 4. fig.

G. 13. BaseggJg,

SCHIAVONETTI < Luigi ) ,nacque in Bassano , da Sante,mercante di libri e stampe di po-ca fortuna, e da Gaetana Viero,sorella di Teodoro intagliatore inrame, e notissimo mercante distampe, che mori in Venezia nel1819 ove da moltissimi anni ave-va fermato suo domicilio. Luigiinsino da fanciullo mostrò genioper le belle arti e già si esercita-va a copiare con la matita alcunestampette che mandavagli lo zie,anzi tanto era il suo naturale ge-nio, che quelle in molte particorreggeva da sè e senza aver a-vuto maestro. Passò alla scuola delGolini detto il Golinetto alloraunica in Bassano; e quanto pocovaleva nel dipignere, era quell’uo-

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mo altrettanto fornito di ottimocuore. Conosciuta 1 * indole dolce,studiosa e riflessiva di Luigi,prese ad amarlo assai, talché noilasciava mai, il quale affetto erapoi anche sentito dal discepolo,che caduto in malattia il maestroe mortogli fra le braccia, per mol»to tempo si rimase inconsolabile.Solo valeva a toglierlo dalla me-lanconia 1’ esercizio dell’arte suafavorita, cioè del disegno, a cn)iper consiglio, in ispezialità dellozio, prese di unire l’esercìzio del-l’intaglio. Ma in quegli anni inche appunto la caicògrafiaRemon-dini fioriva splendidamente, purenon erano in essa artisti di tantopolso per guidarlo con sicurezza.Si accomodò dunque per necessi-tà con Ambrogio Orio, intaglia-tore mediocrissimo ma ottimo edolce uomo, che il tenne seco perqualche tempo , insegnandogliquanto sapeva del meccanismodell’arte. I progressi del giovinet-to furono però sommi, anzi in-credibili, e poco stante ebbe su-perato di gran lunga il maestro.Le prime sue opere furono con-dotte a taglio, ma levando a queigiorni assai romore le stampe apunteggiatura, volgarmente det-te a granito, dell’esimio lìartoloz-zi, Luigi fece di studiarle di enotte e eli copiarle, sinché nella etàdi 18 anni compì una copia dell;;stampa che ha per soggetto Etto-re ed Andromaca, invenzionedel Cipriani, intagliata dal sud-detto Bartolozzi, ed eseguì questacopia con tanta scrupolosa esattez-za, che presentata a questo mae-stro non seppe distinguerla dalproprio lavoro. Il Bartolozzi, uo-mo grande, e scevro affatto ancheda quelle mende che pur talorabruttano il carattere degli uomi-ni di genio, cioè dalla gelosia edalla invidia, lodò assai 1’ operadel giovine artista, ma non vo-lendo confinarsi alle sterili lodi