rigida, con nn lungo servigio, econ tanto inerito non chiese mainulla alla patria. Quando fu fattodirettore generale delle regie fi-nanze, si recò a ringraziare il re, ilquale graziosamente rispose, chenon era stato egli che l’aveva pro-mosso, ma bensì il proprio meri-to, e la voce pubblica.
Dalla sua moglie che a lui pre-morì della nobil famiglia Ghezzide’ Duchi di Carpignano ebbequattro figli, due femmine, e deidue maschi il secondo, che accen-nava esimii talenti , morì giovi-netto} ed il primogenito marche-se Saverio Palmieri prese in mo-glie una dama, Capece, figlia delmarchese di Lucito , di famigliafra le più illustri della città diNapoli, ed indi fu decorato dalre Ferdinando del titolo di Ciam-berlano , detto nella Corte di Na-poli Gentiluomo di Camera , o siaChiave d' oro.
Marcii. Nicolo Prato.
CORRADINI (Pier Marcelli-no). Dalla famiglia Corradini, chegode privilegio di nobiltà tanto aReggio di Modena,suo primo luo-go natio, che a Roma, dove fuascritta co’decreti del Senato neliò84, 1610 e 161 5 , e nelle cittàdi Cori e di Sezze, dove fu tra-piantata per onorevoli matrirnonii,nacque Pier Marcellino a Sezze diTorquato e di Porzia Ciammarico-ni il 3 luglio i 658 (1). Portatosi aRoma in età di undici anni, cheaveva già i rudimenti delle lette-re, pose 1’animo allo studio delleleggi: ebbe laurea, ed entrò nellagrazia del cardinale BenedettoPamfilii, che lo volle suo udito-li) Dall’Archivio della Cattedrale diSezze si ha la fede di battesimo di Ot-taviano Marcellino Corradini nato il 1.giugno 16.09; ma noi in questo articoloabbiamo attinto alle notizie inedite de-gli Arcadi defunti, lasciate da Giusep-pe Cito napoletano. (D. V.)
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re ; ma il cardinale partiva per lasua legazione, e il Corradini amòfermarsi a Roma per attendere alforo. E venuto in grido di savio edotto, fu dichiarato sottodatariodel pontefice Innocenzo XII, econfermato da Clemente XI: ilquale dippiù lo volle suo uditore,e lo creò cardinale nel 1712. Nel-la quale altezza di grado il Corra-dini non invanì ; ma diede operaa ben meritare della Chiesa e deipoveri: il che dimostrò nella Pre-fettura della Congregazione delConcilio conferitagli del >717, enella protezione alla casa de’ Cate-cumeni, alla congregazione di s.Ivo, alla Barberina, alle congrega-zioni Cassinesi, università , ed o-spedali. Fu prodatario sotto Inno-cenzo XIII e Benedetto XIII ; masotto Clemente XII si tolse a quel-P ufir-io, per meglio attendere aitrattati, che erano a luì commessi,tra la s. Sede e le Corti cattoliche( particolarmente di Spagna, Na-poli e Sardegna ) : che per la pru-denza di lui furono conchiusi feli-cemente. Intervenne al conclaveper la elezione di Benedetto XIV,e vi diè altri saggi del prudentesuo zelo pel bene universale. Pie-no di meriti mancò di anni 85 ildi 8 febbraio 1745 , e nella chiesadi s. Maria in Trastevere ebbe so-lenni esequie col compianto deibuoni, che lamentavano tanta per-dita del s. Collegio, dell’ordine ec-clesiastico, dell’ Arcadia (dov’ ebbenome di Filotima), e dei poveri (aiquali fu più che padre ). E a ricor-dare la liberalità di lui cosi versoi neofiti e gl’ infermi (massimequando fn protettore dello spedaledi s. Gallicano , fondato per le suecure sotto Benedetto XIII) , chenella erezione di un monastero del-la s. Famiglia a Sezze con regolesimili a quelle delle monache delbambino Gesù di Roma , e dellamaestre pie di Viterbo } avendopure a quelle religiose lasciato il