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suo patrimonio » e alla loro chiesala sua cappella cardinalizia . INelTom. degli opuscoli Calogeria-ni leggesi F elogio latino scritto daDomenico Giorgi. Ma la lode mi-gliore sono lo sue opere :
1. Il trattato De jure praelatio-nìs ( Romae 1688 f.J ristampato inVenezia.
2. De primarìis juribus inipe-rialibus (Romae 1706 in 4 -J, pres-so il Gonzaga , e non già in Fri-burgo, come si legge nel fronti-spizio; molto commendato da' giu-reconsulti.
3 . Relaiio juriwn Sedis aposto -licae in civltatem clomacensem , inrisposta di altre scritture formatepei congressi del 1710 tra’ministripontificii ed imperiali.
4 . De civitate et ecclesia Setina(Romae 1702 in 4-J.
5 . I due primi volumi dell’ isto-ria del Lazio (Cetus Latium pro-Janum et sacrumj (Romae, 1704in !\.)\ che fu continuata in altrisei volumi dal P. Volpi gesuita, ilquale confessa il piano e disegnodell’opera essere fatica del Corra-dini.
D. VlCCOLlNI.
ARAI A. ( Francisco ). Napole-tano. E’ ignoto l'anno della suanascita, come de’suoi maestri. Vispresto noto il suo valore nella mu-sica avendo composto il DrammaBerenice, che fu rappresentato inFirenze nel 1730 in uri castello diquel gran Duca. Nel 1735 fu chia-mato con altri artisti Italiani permaestro dell’imperiai Cappella diPietroburgo, ed ivi nel 1737 com-pose per lo teatro di corte 1 ' Abia-tar, e nel seguente anno la Semi-ramide. Compose sino all’anno1 744 altri Drammi, fra’ quali si di-stinsero quelli co’titoli di Scipio-ne, Arsace e Seleuco. Nel i^ 5 Sfe’ la musica del dramma Cefaloe Procri in lingua Russa, che fu
il primo che si rappresentasse indetto idioma, e piacque molto aquella Imperatrice, dalla quale eb-be io dono una pelliccia di zebel-lino del valore di Soo rubli. Ca-rico di ricchezza tornò in Italia, efra gli agi lini di vivere in Bolo-gna, essendo anche ignoto il gior-no della sua morte.
Mikciuusk m Villiiosi.
CIANCI (Ignazto della Croce).Agostiniano Scalzo, nacque in Ca-stellanera della provincia di Leccenel regno di Napoli del 1718 emori in Napoli a’29 gennaio 1784.Di anni otto da un suo zio sacer-dote fu menato in Napoli per daropera agli studii, ne’ quali fece ra-pidissimi progressi specialmentenelle lettere umane, e nella poesiaalla quale- era per natura inclina-to. I PP. Gesuiti F avrebbero vo-luto nella lor compagnia, ma eglida se elesse entrare nella religionedegli Agostiniani Scalzi, essendostato dispensato dall’età, che sichiedeva per onerarvi. Ivi compìcon esattezza tutto il corso deglistudii filosofici e teologici, senzaintralasciare le lettere amene, cheamava moltissimo, allontanandoper quanto poteva le peripateti-che wd aristoteliche dottrine, cheallora ne’ chiostri regnavano. Dianni 22 cominciò ad insegnar lafilosofia ed indi la teologia a’suoifrati, non facendo uso delle scola-stiche questioni, che per l’innan-zi usavansi in quelle scuole. Nè sifermò solo ad insegnare una talfacoltà, ma ben anche i principi!della scienza matematica , e nelleore meno occupate la lingua gre-ca ed ebraica per rendere gli al-lievi suoi più colti ed istruiti. Alquale oggetto scrisse ancora alcu-ne instituzioni oratorie, acciò nelsuo ordine potesse fiorire la veraeloquenza, quali area in mente dipubblicare, se altre più gravi cure