taluni parve piegasse piuttosto aportamento che sentisse di sover-chia grandezza , e così facevaquando bisognasse mostrare ch’eiera ministro di Cesare osservato-re delle leggi; ma d’ altra bandadolcissimo di leggeri apparivaquando o cogli amici o con altriparlava, pronto sempre ed inchi-nevole al hene, dovunque fesse-gli mostrato che si sarebbe otte-nuto per suo ministero. Generosodonò al Museo di Mantova variepreziose opere di scultura, ed aGoito asciugò con propriì denariquelle pozzanghere che ne ren-devano l’aere pesante e micidia-le. Giambatista in somma fu taleuomo che visse vita non lunga,ed in tal modo che il pensierodella morte non gli destava spa-venta, lo che vuoisi sempre con-siderare siccome somma felicità,perchè provegnente da animoquieto e da cuore puro da mac-chie.
Ha pubblicato
Tomo I. Dell' Armonia Politi-co-Economica tra la città ed ilsuo territorio. Premiata dall’acca-demia di Mantova nel ijji e nel-lo stesso anno anche stampata.
Dell' influenza del commerciosopra i talenti, e su i costumi.
Se in uno stato di terreno fer-tile favorir debbasi maggiormen-te /’ estrazione delle materie pri-me, ovvero quella delle manifat-ture.
Tomo II. Del fondamento deldiritto di punire.
Del diritto ai transiti.
Dell' influenza del Ghetto nelloStato.
Tomo III, Della patria primi-tiva dell' arti e del disegno.
Della forza comica.
Elogio di Carlo conte dì Fir-mimi.
Tomo IY, Sorde Ila.
Elogio di Carlo Ottavio contedi Colloredo.
Della influenza, che lo spiritodi commercio ha avuto su ì eco-nomia interna de' popoli, e su leproprietà degli stati.
De' fondamenti e limiti dellapaterna autorità nello stato àinatura.
Elogio di Francesco Zanotti.
Lo stile di Giambatista Gherar-do si risente spesso, anche di trop-po, di modi non italiani, e nellosvolgere de’ suoi argomenti fa usodella sottilità appresa nelle operedel Wolfio.- tuttavia trovasi co-stantemente ragionare tranquillocorredato da opportuni esempi! ;ed in ispezùalità nella Disserta-zione della patria primitiva del-le arti del disegno, quantunquegrande e giiusto traspaia 1’amoredi patria, mon pertanto non in-solentisce cerne tanti fanno con-tra quelli che tengono diversa o-pitiione; ed è scritta con maggio-re vivacità di tutte le altre.
G. li Brssssio.
MARZARI PENGATI (ConteGiuseppe), nacque in Vicenza nelda una famiglia nobile ed il-lustre per aver dato più volte allapatria valenti uomini. Gli fu dataeducazione letteraria prima in Vi-cenza sotto il celebre istitutoreabate Pieropan e poscia in un col-legio di Padova; educazione chediretta secondo il metodo di queitempi tendeva a formare un poetadell’ uomo meno atto e proclive aquel genere di studii. Componevaegli pertanto nella prima giovi-nezza versi e tragedie, ed avrebbeforse continuato a comporne perlungo tempo, se fortunate combi-nazioni non lo avessero tratto acoltivare le scienze.
E alla più amabile appunto diesse, alla botanica, toccò di volge-re il Marzari al nuovo genere dì