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allievi o giornali addétti alle suedottrine, ha potuto cambiare ladirezione generale della scienza,e dare cotanta spinta a un nuovoordine d’idee? Negli ultimi annidella sua vita, lungi dal trovarenella scienza e nella fama acqui-stata un conforto alle infermitàche lo tribolavano, vedendo i pro-gressi che la geologia andava fa-cendo senza che il suo nome fos-se molto ricordato, vedendo spe-cialmente che i fenomeni del suoTirolo non erano stati perfetta-mente compresi, e che gli scrittialtrui su questo paese si eranoprocacciata più faina e più cre-denza, un disgusto lo prese e unoscoraggiamento, cosicché gli ulti-mi suoi scritti sono quasi intiera-mente una querela contro 1 ’ in-giustizia de’ suoi contemporanei.Egli si afflisse specialmente per-chè l’Humboldt dopo essersi con-vinto della verità delle sue osser-vazioni, non le riferì più estesa-mente come gli aveva promessonella seconda edizione del Sag-gio sulle formazioni delle roccenei due emisferi, e provò solo al-quanta gioia allorquando per unepilogo da noi riportata negli An-nali delle scienze, conobbe che siandavauo facendo in varii puntidi Europa delle osservazioni ana-loghe alle sue : ma ormai da dueanni le sue malattie rese più gra-vi gl’iinpedivano ogni seria appli-cazione, e la morte che soprav-venne troncò irreparabilmente ilfilo delle sue meditazioni e de’ suoistudii.
Finì di vivere il 3o giugno i836nell’età di 56 anni. Il suo conte-gno nella società era piuttosto sin-golare, bizzarro il suo modo divestire, irascibile il suo tempera-mento. Era peraltro generalmen-te amato ed apprezzato dalle per-sone che il conoscevano e prati-cavano da lunghi anni, e contavamolti amici non solo fra i dotti
italiani e forestieri, ma anche fraaltre persone stimabili per sapereo per posizione sociale. Perdona-va diflicilmente che si differissedalla sua opinione, e sovente daquesta sola causa aveano originele inimicizie co’suoi compagni distudio, inimicizie che duravanotalvolta parecchi annii I suoi la-vori più importanti, e che inte-resserebbero sommamente la geo-gnosia descrittiva, sono ancorainediti. Noi accenneremo soltan-to i principali , cioè la Descrizio-ne geologica di quasi lutto il Ti-rolo meridionale , ma specialmen-te delle due valli di Fassa e diFiemme ; una Memoria siti pas-saggi di una all' altra delle roc-ce cristallizzate ; un Rapportogeologico sulle montagne di Re-coaro presentato all’I. lì. Gover-uo nel 1819 , ei i suoi Lavori geo-logici sui mon li Euganei, sul Vi-centino, sul Bergamasco e in ge-nerale su grandi tratti delle pro-vinde Venete. Somma è l’esattez-za di questi suoi inediti lavori,precise le sue descrizioni, e le car-te geologiche e gli spaccati di uninteresse assai grande. Molti deisuoi disegni furono fatti coll’aiu-to del tachigonimetro, e per con-seguenza di una utilità e di unaverità ancora maggiore. Tuttiquesti sarebbero materiali eccel-lenti per una Descrizione geolo-gica del regno Lombardo-Venetoe del Tirolo meridionale, paesiche formano un tutto geognosti-co e che in un lavoro scientificocompleto non possono venire dis-giunti. Questo lavoro sarebbe re-so molto più facile adesso che vauscendo in luce la magnifica car-ta topografica del regno Lombar-do-Veneto per opera del R. Istitu-to geografico militare, carta in cuigli accidenti del suolo sono espres-si con esattezza incomparabile, eche può accogliere ogni partico-larità sull’estensione geografica