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[Volume terzo e volume quatro.]
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sollevamenti offerto ai signoriconsiglieri De Pantz e Majer ecomunicato al sig. Lodovico Pa-sini. Vicenza, giugno i852, di pa-gine 18 e x Poligrafo, agostoi 832, pag. ty 4 - 202 .

4. Centone a mio unico uso.Vicenza, i 832 -i 833 , di pag. 52,in 8 . con molte in bianco.

15. Allegati geognostici con-tro le assurde soppressioni e gliassurdi sollevamenti, ec. Libro t.con introduzione. Poligrafo gen-naio-marzo i853, pag. 11

In Vicenza fu stampata soltantoI’ introduzione di pag. 16 .

16 . Poscritti primo e secondoagli Allegati geognostici. Vicen-za, i855, di pag. i4* Poligrafo,agosto i835, pag. i4.2-i63.

17 . Illustrazioni alla geogno-sia tecnologica di Arduini. Vi-

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cenza, settembre i833, pag. vili.Schiarimenti primo e secondo,novembre i833, pag. 8 .

Lodovico Pasini.

GAIDON (Antonio), nacque inCastiglione di Brentonico 1’ annoi-j38 dove i suoi genitori Bassane-si ambedue, e poverissimi, si era-no accidentalmente trasportati perpochi giorni. Il padre era scarpel-lino di professione. Fanciullo te-nerissimo fu portato in Bassanodove sino da’primi anni mostròperspicacia di mente ed ingegnoacuto ed inventivo . Egli giunge-va al secondo lustro quando nel1^48 il celebre ponte di quellacittà , opera del Palladio , e sulfiume Brenta, crollò per immensafiumana. Chiamato il Ferracina,uomo celebrato per ingegno mec-canico sommo, onde il ricostruis-se, il giovinetto Antonio già dap-prima apparati i primi rudimentidelle lettere, si dilettava d’imita-re in piccolo le ingegnose macchi-ne dallo stesso Ferracina inventa-te per quella fabbrica, e molto sa-ldagli piaciuto di studiare mecca-

nica dove la miseria de’suoi nonF avesse chiamato al materiale me-stiero del padre. Pure siccome an-che da tristi principii, gli uominia cui natura parla trovano elemen-ti di coltura là dove sembra aglialtri muta affatto, lavorando le pie-tre delle montagne bassanesi, eb-be a scorgerci le impressioni, nonrare, dì ammoniti, e tratto da cu-riosità nè conoscendole , si fece arichiederne il medico GiovanniLarber, uomo coltissimo, e questidatagliene ragione,ilGaidon prin-cipiò ad amare di farne incetta, evedute presso lo stesso Larber al-quante petrificazioni di quei mon-ti, gli venne desiderio grande diricercarle. Per la qual cosa tuttequelle ore eh’ ei poteva togliere alfaticoso travaglio le consecrava acercare ne’ terreni di sedimentogli avanzi dei corpi organizzatiche per forza di grandissime rivo-luzioni rimasero tra le terre, e conessi pure tutti i prodotti vulcaniciche negli stessi monti tra il fiumeBrenta ed il torrente Lavarria, po-sto all’ovest della piccola città diMarostica, si rinvengono. Questericerche faceva nel giorno , passa-va le intere notti studiando inde-fessamente Euclide, e già medita-va riparazioni ai danni del Brenta,fiume torrente rapidissimo che aquando a quando reca gravissimidanni. Questa coltura straordina-ria in chi tutto faceva senza mezzifu pure da taluno osservata, ed ilprete don Daniello Bernardi , giàdiscepolo del Preti nell’ architet-tura , insegnò al Gaidon di buonanimo gli elementi di quella di-sciplina, in che poi acquistò gustopuro e seppe nelle sue fabbriche,che non furono poche, accoppiate1 ’ eleganza alla solidità. Era a queigiorni in Bassano un uomo forni-to di ottimi talenti, Antonio Ne-gri, il quale fu tra’ primi ch’espe-rimentassero il paracadute, e cheinnalzasse un gioito aereostatico