sua menti? per quanto fu lunga lavitaj non facendo così servire lalettura dei libri, che a guida e di-rezione più,sicura, non dimenti-cò mai quel severo ingegno diquanto gli aveva detto il maestro,cioè di bene e finamente osserva-re e di attenersi sempre più aifatti che alle teoriche. Quante vi-gilie e quanti anni non spese suicadaveri per illustrare e condurrel’opera, che con lusso tipograficofece di pubblico diritto in Parma,voglio dire le Tavole del Santo-rini ( come fece un Lancisi conquelle di Eustachio ), lo quali de-scrisse nella lingua del Lazio, per-chè fossero da tutte le nazioni in-tese e studiate ! — Jo. DominiciSantorini anatomici summi se-ptundecim tabuiae, quas nane pri-mum edit atque explicat iisquealias addit de structura mamma-rum et de tunica testes vaginali. =In quest’ opera nulla havvi a piùdesiderare, per la quale il nomedi Girardi suonò non minore aquello del veneto anatomico, e leaccademie di Madrid, di Parigi,di Vienna e d’Italia lo elessero aloro collega, mentre tutti i grandiuomini, di che va glorioso il seco-lo d’oro delle scienze (i8.°) glitributarono i più giusti e lumi-nosi encomiì. Tale prezioso trat-tato, cui Haller si prese cura didescrivere nella sua biblioteca chi-rurgica, non che nelle Effemerididi Roma, contiene quanto v’ba dipiù interessante nelle descrizionidi splancnologia e angiologia, a-vendovi aggiunte nuove scopertee tali correzioni da essere semprebenemerito della scienza degli a-natomisti.
A tutto che si è detto, aggiun-geva egli novelle fatiche per con-durre preparazioni anatomiche alnaturale da servire al gabinettoanatomico patologico, il quale persuo stimolo, dal Sovrano di quel-lo Stato istituito, andò poi sempre
più prosperando per cura e operade’ suoi allievi.
Membro della società italiana,il cui solo nome basta al più gran-de degli elogii, fu reputato unodei meglio operosi colleghi diquell'istituto. — La prima Me-moria che inserì in que’gravi vo-lumi è indiritta al gran tìsico fio-rentino cavaliere Felice Fontana,e s’intitola — Osservazioni e ri-flessioni sulla tonaca vaginaledel testicolo. — Fa ivi osservareall’egregio amico , quanto di giàcon altro suo scritto avea pub-blicato, dicendo inoltre, che nellarelazione del dottor Brugnoni( stampata negli atti della realeaccademia di Torino ) non vedease non quello, che egli stesso ave-va prima esposto relativamente al-la posizione dei testicoli nel feto ;cioè, che si trovano entro 1’ addo-me e contenuti dal peritoneo. Einoltre notò avere scoperto che gliepididimi sono proporzionalmen-te maggiori nel feto, che nell’a-dulto, e meno aderenti e più di-lungati nel primo, che nel secon-do ; che il legamento rotondo èlargo superiormente, ed inferior-mente ristretto, e parte dalle fibratendinee inferiori dei muscoli ob-bliqui interni ed esterni, e, supe-rato 1’ anello , finisce ai lati delpube. In questa sua dissertazionesi allontana da quanto ha scrittoGiovanni Hunter, il quale asseri-va che esso cordone termina nelfondo dello scroto. Fu dopo repli-cati esperimenti che il nostro fi-siologo si convinse della realtà diquesti fatti, e perciò venne nel-1’ opinione che meglio gli conve-nisse il nome di base, della qualeappellazione si servì poi sempre enon già di quella di legamento ocondutto, e ciò per molte ragioni,fra le quali accenneremo quelladella forma, eh’ ei presenta entro1’ addome, e 1’ altra si fonda sul-l’osservazione, che, terminando