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[Volume terzo e volume quatro.]
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avuto ad istitutore un padre Ci-rillo. INon vi fu però addottorato :talché se , iti onta a questo difet-to legale, egli percorse luminosa-mente la carriera delle più ono-revoli magistrature, il merito èesclusivamente della potenza delsuo intelletto, e di quella acutez-za di senno che il distinse fra iprimi. A sedici anni cominciò lapalestra giudiziaria presso i tribu-nali. Il ì. luglio 1792 era assisten-te e vicecancelliere civile al tri-bunale di Parenzo nell’ Istria Ve-neta, e vi durò fino al cadere dellaRepubblica. Nel i 8 o 3 , imperantel’Austria, era primo cancellierevotante presso lo stesso tribunale,col titolo di giudice ; poscia asses-sore anziano presso il giudizio cri-minale nella stessa città fino al 5ottobre 1807. Sotto il Governo I-talico fu cancelliere presso la cor-te civile e criminale dell’Istria, al-lora istituita. Quando la morte ilcolse agli 8 febbraio i 836 per la-grimevole caduta nel Canal gran-de dal pontile al tragitto del Leonbianco, era fregiato dell’ onorevo-le titolo di consiglier provincialee assessore in pensione dell’ I. R.tribunale di Appello Generale ,residente in Venezia. Lasciò unamoglie, due figli e un fratello,sconsolatissimi. Amici ebbe pochi,ma tutti intimi e cari ; estimato-ri ebbe moltissimi, e del fiore deicittadini. I figli non ereditaronoda lui ricchezze od ambiti ono-ri; ma, quello che più dee ap-prezzarsi, ereditarono le virtù cherendettero utile altrui la non lun-ga sua vita : ereditarono la stessadolcezza d’indole , irreprensibi-lità di costumi, disinteressatezzadi prestazioni.

Dal novero delle opere lasciatedal Consiglier Albertini, e cheporremo in fine a questi brevicenni biografici , apparirà aver e-gii sempre alternato alla gravitàdella scienza legislativa, la gaiez-

Vol. IV.

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za della poesia, e, come nella pri-ma, così tenere nella seconda ono-rato seggio fra gl’italiani.

L’opera che gli acquistò il mag-gior titolo a durevole fama e dallaquale gl’ iniziati alla disciplina le-gale traggono gran giovamento, èquella del Diritto penale, vigen-te nelle provincie Lombardo-Ve-nete ; lavoro che in breve ottennevoga in Italia, e fu encomiato dagiornalisti non compri nè facili,fra cui primo nomineremo Giu-seppe Bianchetti, il quale nel suoGiornale per le scienze e letteredelle Provincie Venete e nel Po-ligrafo di Verona ne pubblicavauna solennissima testimonianza dilode.

Proprietà dello stile sì prosasti-co che ritmico dell’ Albertini so-no la perspicuità, 1’ acconcezza ela nobiltà; la lingua schietta dastraniera scoria , non però ugual-mente eletta ed efficace : pregioin lui, non demerito, chè, predo-minato dall’altezza e moltiplicitàdelle cose, non curava di dar loroquell’appariscenza e quel corredodi abbellimenti, di cui tanto van-no innamorati i moderni.

Ci ha lasciato :

1. Il diritto penale, vigente nel-le Provincie Lombardo - Vene-te. Venezia, Alvisopolì, 1824, par-ti III. Lo stesso, parte IV, i 834tip. Merlo.

2. Lettera al sig. Michele Bat-taggia, che serve di appendice aquella pubblicata nel 1821, intor-no alla persona e agli scritti delProf. Albertini. Treviso, Andreo-la, 1828.

3 . Cantico di un Solitario, ins.nella Raccolta di Poesie per laPace, dedicata a S. E. Conte Sau-rau, Trieste, daU*I. R. priv. tip.gov., 1814.

4 . Necrologia di Cristoforo d'A -gostini, Consiglier Aulico eco.

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