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[Volume Nono e volume decimo.]
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l’amore ; dalle forme la varietà, latentazione, l’orgoglio.

Ma sebbene i concetti suoi di fì-: sica fossero indovinanienti, e sebbenegli non curasse l’esercizio dellafisica sperimentale perchè (bestem-mia) la fisiea nulla conferisce alla fe-licità dell’ uomo, e perchè barbarodella scienza il linguaggio ; volevaegli però che i fisici sperimentasse-ro, e tormentassero, a dir cosi, lanatura; e del contrarie si doleva.

Anco la geometria per sè pocoamò : e pur diceva che la mente sispiritualizza nel calcolo, e acquistaabito dispensare ordinato, acquistail gusto dell’acconcio e del bello ; eche le figure di linee e numeri nonsono già segni, ma caratteri e ideedi quelle nature che per essi s’e-sprimono. Se non che le matemati-che, aride d’utilità meccanica, glidispiacevano; gli dispiaceva il me-todo geometrico nelle scienze fisi-che, che al suo vedere leva il desi-derio di contemplar la natura.

Quest’ingegno che pare tanto in-clinato a’sistemi, temeva i sistemi,e nelle ani belle e ne’portamentidel vivere, e in fisica, e in medicina.E pare eli’ e’ prevedesse le maniedella medicina odierna allorché giu-dicava che tutte le malattie non sipossono a una forma recare, che imedici che camminano diritto pervia di teorie, badano piuttosto a nonoffendere il lor sistema, che a cura-re i malati.

Egli tentava introdurre la mora-le sin nella medicina; il Cartesio fa-ceva d’un trattato di morale unadescrizione anatomica. Con che no-Vot. IX.

bile alTetto di rettitudine e con cheforza di concetto fecondatore doves-se tale uomo sentire il vero morale,ciascuno sei pensa. Metafisica, mo-rale, politica, a lui non erano cheuna cosa.

Fine e della giustizia e della mo-rale è la carità : che s’ha a stende-re agl’ignoti, a’non degni, agl’in-degni. Ed è par."! di fortezza nonsolo il ripulsare le offese ove biso-gni, ma dove il ripulsarle sia inutile,perdonare. Nella colpa per graveche sia, sempre, agli occhi dell’uo-mo, è un titolo di perdono, qualcheparte d’errore, di caso, di necessità,d’ignoranza. Poi la colpa di per sèstessa è tal pena, che merita grandepietà.

La morale, dice il Vico, si fondatutta nel libero arbitrio ; la fede nellibero arbitrio dà un senso alle vocidivino, dovere, libertà. Il dirittos’origina dal costume, ha cioè perradice il dovere. La libertà col pu-dore son le sorgenti del gius di na-tura. 11 pudore è la forma della so-cietà umana, la libertà è la materia :quella riguarda principalmente leopere cioè le persone e gli affetti,questa le cose, vale a dire, i diritti.Non solo il costume ma il senso co-mune, non solo il cuore ma la men-te altresì ha il suo pudore. Naturaintelligente, vale modesta e beni-gna. Prudenza e pudicizia, pietà efrugalità son sorelle. Dal pudorel’astinente parsimonia nell’operare,la veracità sicura del dire.

Non tutti s’aspetterebbero nel-l’accigliato professore sensi così de-licati. Ma sempre, delicatezza, gran-3