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[Volume Nono e volume decimo.]
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«’ esempio (come scrive il Lalaudei*cl suo Voyage en Italie) a cosìfatte Raccolte 3 e facendone dise-gnare le più pregevoli antichitàch’egli intendea d’illustrare; ancorache niente se ne sia poscia veduto.Bensì in questi anni cadono alcunipoetici componimenti, che il Bartoliscrisse e stampò, quasi per intra-messo e sollievo di più severe occu-pazioni; com’è la Divina Speranza ,canto epico per la vestizion religio-sa di una donzella padovana; i So-netti per il principe ereditario diBrunswick; il poemetto, intitolato iMiracoli, in onore di san GirolamoMiani, il vero fondatore delle Scuoleinfantili italiane nel cinquecento ; equello, già preparato per la venutadeli’imperadore Giuseppe II, ma chepoi non fu pubblicato per uno di queidelicati riguardi che la politica ap-prova , ma che il gusto condanna.Volle anche calzare il coturno, escrisse la Epponina, tragedia cosilanguida, diffusa ed incolta, da nonfarne rincrescere che altre due suetragedie, Y Antiope e il Filopemene,non sieno mai venute alla luce. Mafinalmente, ottenuto del 1773 il suoonorevol riposo anche dal carico diDirettore del reale Museo, egli sirecò in quell’anno a Parigi, dove furicevuto Socio dell’Accademia d’in-scrizioni e belle lettere; e dove po-tè utilmente aiutare il sig. de Quer-lon nella compiuta e corretta edizio-ne del Giornale del viaggio in Italiaec. del Montaigne, ch’egli ci diede del1774. La pia Clotilde di Francia,che passava le Alpi sposa del pie-montese principe Carlo Emmanuele,

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fu cagione che le passasse anche ilBartoli, e che in tre canti, stampatia Ciamberì, rendesse pubblica lasua letizia per quell’ avvenimento ,che fu cantato, fra gli altri, dal v ir-tuoso Ducis. Tornato a Parigi, qui-vi stampò del 4780 le sue Réflexionsimpartiales sur le progrès réel ouapparent (pie les Sciences et lesarls ont fait dans le XVII siede enEurope.ln questo primo tomo il Bar-toli incomincia da una bizzarra spie-gazione della famosa Atlantide diPlatone ; poscia prende a esamina-re il progresso che in opera di sto-ria letteraria fecero gl’italiani e iFrancesi, deducendolo dall’ analisidel Discorso preliminare all’ istoriade’ trovatori dell’ ab. Millot ; dellaStoria generale di Provenza del p.Papon ; del Risorgimento d’Italiadel Bettinelli; e della LetteraturaVeneziana del Foscarini. È a doler-si, che il Bartoli non abbia potutodare la continuazione di questo suolavoro, che, malgrado ad alcuni vi-zj, sarebbe riuscito non meno dolioche importante. Morì il Bartoli inParigi del 4788; onorato della sli-ma de’ suoi più illustri contempora-nei, che ne lasciarono testimonianzasolenne nelle loro' opere ; come ilDeguignes, il leBeau, ilBarthelemye il Lalande fra gli stranieri ; e frai nostri il Gozzi, il Frugoni, il Pa-radisi che gl’indirizzaron de’ versi ie il Goldoni che il ricorda nelle sueMemorie , e Apostolo Zeno, e Giu-seppe Gennari, e 1’ ab. Galiani chene pai'lan nelle loro lettere ; e altrimolli che sarebbe troppo lungo an-noverare.'Ebbe anche non piccioli