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[Volume Nono e volume decimo.]
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argomenti ai giudizii, che diventanonorme le meno incerte a istituirdelle cure ragionate e felici, conprogresso dell’arte. Nè alla metadifficile sì perviene, senza una scin-tilla di genio, eh’è una particolareelevatezza di sentimento e d’inge-gno, avente gradi diversi, e chegiunge fino al massimo dello straor-dinario e del mirabile. Il genio per-tanto dell’Aglietti, che già fiorivariverito nella gioventù del Zannini,aveva uno slancio continuo al gran-de e al sublime, da vincere tra noiogni più illustre eccezion del suotempo ; tanto è yero che sulla schie-ra s’innalzò dei medici pur di famaa’ que’ giorni, un Lotti, un Pezzi,un Pellegrini, un Colludrovitz; e sefosse stato consentito dalla sua na-tura di abbinarvi più celeri, più at-tive, più risolute energìe, non avreb-be avuto limiti la sua fama nellascienza e nel mondo. Nè apparireb-be gettato a caso un tale giudizio,ove per esempio accennassi soltan-to, come molti anni prima che delGalvanismo sì parlasse, l’Agliettiavea nientemeno che dimostrato disospettarlo, e come altri fisici illu-strassero l’argomento, che avea egliin animo di esaminar da se solo, conperdita effettiva di gloria (1). Il

(i) Merita per più riguardi la luce ladotta c calda Orazione, lettasi il 5 decem-bre 1842 nella grand’Aula dell’Ateneo Ve-neto dal cav. F. E. dott. Trois, per l’inau-gurazione del busto di Aglietti. In essacampeggia il fatto, ad esclusivo onor dcl-l’Aglietti stesso. V. Voi. II. e Vili. pag. 329.Meni, per servire alla Storia della Medie.Giorn. Aglietti del 1784.

genio del Zannini d’ altronde, ri-spettale la convenienti distanze, a-veva impronte diverse; lo distin-guevano l’operosità, l’acutezza, uningegno pronto e sottile, e una si-curezza felice nel seguire accortis-simo le minute traccie del vero.Vedremo però più di una volta, co-me doveano quella face e quellascintilla insieme raggiungersi, perriuscire, sotto certi rispetti, di pro-fitto scambievole, e ammesse le no-tabili differenze nei limiti di un in-gegno dall’altro, è innegabile, cheil Zannini in più incontri providdeai lati deboli delle pur straordina-rie risorse di Aglietti, s’è innega-bile parimenti, che fu dall’Agliettiirradiato tutto il sentiero, che ilZannini percorse. Nè si creda, cheil discepolo facesse oziosamente ilguadagno all’ombra proteggitricedel Maestro avendo operato inces-sante per meritare, e stanno i fattiper prove, onde, meno che l’otte-nuto avviamento, puossi dire abbiacolto, mercè le felicissime risorseproprie, da se solo una rinomanza.E primo prezioso frutto del sapienteconsorzio di quei dotti sarebbe statal’effelluazione di un lavoro, a verodire di mole, e di positivo incremen-to della medicina italiana, se, perimpedimenti privati, non ne fosserimasta tronca a un tratto la splen-didissima impresa, di cui sarebbeimportante non fossero tutti perdu-ti i materiali sudati. Poiché l'Agliettie il Zannini pensavano di trarreinnanzi alla completa e universalcognizione l’Opera colossale e stu-penda del Morgagni de sedibus et