c ausis morborum, per anatomenindagatisi coll’acconcio disegno ditogliere ogni fatica e difficoltà dilettura, voltandone nella nostra lin-gua il contesto, spogliando l’insie-me di un lusso di erudizione, nellastessa arte puramente ornamentale,ampliando il campo più divenuto ri-stretto della medico-pratica dottri-na con un compendio di quanto o-però l’anatomia patologica dal 1760fino a’dì nostri, arricchito da sup-pellettile storica di osservazioni e difatti, per loro cura raccolti, e dietrole osservazioni di ben 18 anni delSantorini, dal 1718 al 1735, sal-va la forma e l’indole della teladell’Anatomico immortale, Perloc-chè un’ Opera, che dal Beccari fugiudicata amplissimum interiorismeclicae doctrinae thesaurum, esi ritenne d’altri qual punto, ondecominciò ad avanzare l’anatomiapatologica, avrebbe avuto (1) pie-no il diritto di raccogliere anche iprogressi sino all’ altezza presente.E se fu dal suo Autore compostaquando gli anni ottanta oltrepassa-va, e come l’ultima opera della suavita ne chiuse e suggellò la carrie-ra, saria stato conveniente, che pri-ma figurasse secondo il merito, re-divivi gli studii, aprisse la carrieradel discepolo, e suggellasse la famadel Maestro, con gloria scambievo-le, a utilità universale. Di quel di-ti) V. la citata Biografia dell’Agliettidel Zanuini, pag. i3-ific. V. articolo delMorgagni, scritto dal dott. M. Asson, e in-serito nella Biogr. degl’italiani Illustri delprofess. de Tipaldo, Voi. Vili, pag. 38.
Vol. IX.
7S
segno trovo occupato il Zanntni dal4812 fino al 4819 in unione all’A-glietti; leggo però in una privatasua lettera, che ben prima, cioènel 4807, aveva egli in animo didare di pìglio, per compierla sen-za più dubbio avanti di rivedereVenezia, alla traduzione del Dar-win. E rivedeva egli allora, e rifor-mava la versione, fatta con molteinesattezze e distrazioni dal dottorJacopo Panzani della Zoonomia oleggi della vita organica che doveapubblicarsi nella collezione di lavorimedici del Pasquali; opera classica,da cui principalmente ripete l’Auto-re la maggiore sua fama, quantun-que fino dal 4803 fosse stata tra-dotta dal Rasori, introduttore franoi delle dottrine appunto di Browne di Darwin, padre e fautore di quel-la che chiamasi dottrina medica ita-liana. E potè il Zannini facilmentecoadiuvare l’amico, poiché fin daprimordii de’suoi studii aveasi oc-cupato degli autori inglesi, ben co-noscendo, che la medicina inglese aquell’epoca, come il Rasori stessosentenzia, più di ogni altra nazionepotea nella scienza vantare pro-gressi. Troviamo perciò, ch’elabo-rava il Zannini la versione dell’ana-tomia patologica di Matteo Baillie,sulla edizione seconda dell’autore,pubblicatasi in Londra nel 4797;opera, che tradotta giù nei più coltiidiomi di Europa, venne dal votouniversale giudicata per eccellente.
Il pensiero poi di metterla in lucefu dal Zannini deposto all’uscire inParigi la traduzione del dottor Gen-tilini, ed ebbe effetto quando coni-lo