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[Volume Nono e volume decimo.]
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parve la quarta edizione dell’ope-ra, dall’ Autore perfezionata, di con-fronto alla edizione seconda. E yolleallora il Zannini rinnovare la suaversione, e illustrarla colle Appen-dici dello Soemmering meglio ordi-nate e ridotte, e con ben sessantaannotazioni proprie, dirette allo sco-po di rassodare i fatti esposti dalBaillie, di aggiungerne degli ulte-riori, e notarne alcuni ragguarde-voli per ispeciosa singolarità, e perimportanza d’insegnamento. Nè sen-za ragione dedicavasi nel 4819 quel-la fatica al Zecchinelli e all’Aglietti,dalle dotte osservazioni dei quali, epiù del secondo è ragionevole abbiail Zannini attinti ben gravi e benluminosi argomenti, per far megliorisplendere le sue illustrazioni al te-sto. Tra cui è pregevole una seriedi oltre cinquanta casi, occorsi nellapratica dello stesso Zannini, dal4811 al 4847, taluni subbietto diapposite storie sulle affezioni di tuttij varii organi in ambi i sessi, conutili deduzioni per la fisiologia, l’a-natomia patologica,la medicinapra-tica e la legale. — Ma ciò in cuispiccò veramente la scintilla dell’o-peroso e acuto genio del Zanninifu lo studio diligente e indefes-so, che l’occupò sulle molte e di-verse forme di malattie aneurisma-tiche, o delle affezioni dei tronchiarteriosi, quando l’età robusta e illibero uso del suo tempo gli con-sentirono di approfondare le osser-vazioni e le indagini in una mate-ria, su cui, da Ippocrate fino alloScarpa, ben cento scrittori aveanopronunziate le diverse opinioni. Nè

migliore fortumi poteva avere »e-conda all’impresa, quanto l’occasio-ne di seguire Torme dell’ Aglietti,ch’ebbe il vanto supremo di far ri-fiorire tra noi il dapprima neglettostudio dell’Anatomia patologica, so-lenne e positiva base inconcussadella pratica medicina. Vorrò esserea questo punto veritiero e preciso,per dare il suo a ciascheduno ; e miappoggierò imparzialmente alle pa-role della memoria sulla litiasi dellearterie, venuta in luce trenta annidopo, cioè nel 4839, coi tipi Gatteiin Venezia, e finché visse T autorerimasta inedita; parole, che mi fudato di riscontrare a bella posta nelmanoscritto, che tuttora conservasidi mano di Aglietti, onde, con pie-na cognizione dei fatti, e senzamenomo timore di abbaglio, possoesporne in termini l’argomento. A-veva infatti abbozzata T Aglietti lastoria anatomica della già nota ma-lattia, propria dei canali arteriosi edel cuore, frequentissima a nascere,e più di qualunque altra interessan-te le attenzioni del medico, perchèle alterazioni della organica tessi-tura si formano e s’ingraudisconoinavvertite, e senza dar segni, o alsommo equivoci di loro esistenza,troncano istantaneamente più voltela vita, e a siffatta malattia aveaegli il nome imposto, or comunissi-mo di litiasi aortica. Seguace il Zan-nini degli studii dottissimi del mae-stro, applicando le di lui dottrinesulla litiasi, potè mostrare, esserequesta una malattia propria delcuore, egualmente che delle arterie,percorrere gli stessi stadii, e dare