Band 
[Volume Nono e volume decimo.]
Seite
81
JPEG-Download
 

divennero amabili e popolari, aven-do acquistata l’istruzione una diffu-sibilità, mercè l’ordine e il moto chediede a’ pensieri lo stile, perchè po-chi altrimenti vincerebbero la noiadi leggere ed imparare delle searneed agghiacciate dottrine. Ecco per-tanto là necessità della eloquenzanel medico, onde non senza signi-ficato furono chiamati alunni dellemuse gli studiosi dell’ arte di Coo,e nella favola Esculapio figura figliodi Apollo, divino padre dei medicie dei poeti. Quindi il Zannini, chemolto era dotto nell’amena lette-ratura, senza però che l’amor diquesta prevalesse in lui al genio perla dottrina sua come medico, usòsempre delle cognizioni secondarie,e della parte a così dire ornamen-tale della sua educazione, a perfe-zion maggiore dell’ arte, o per sup-plire ne’ varii incontri a quelle ricer-che di ajuti, d’inevitabile frequenza,quando è stabilita una fama. Elettoper esempio segretario per le bellelettere dell’Ateneo di Venezia, lecui tornate à rallegrato più voltecolle sue sempre utili ed aggraziateMemorie, dettava le Relazioni sulleletture ordinarie dei Sodi, inserite: anche in parté nelle annuali Eser-citazioni, già in luce, ove l’erudizio-<ne colla dottrina gareggia, e colle'veneri della lingua la nobiltà deiconcetti. Nella qual Società fu dal-l’Aglietti proposto a succedergli nelcarico, indi soppresso, di Segreta-rio generale perpetuo, e veniva co-me tale acclamato, in retribuzionealtresì dell’attivo e fruttifero suo

zelo, quando bene condusse e lungaVul IX.

81

pezza amministrò gl’interessi delCorpo, avendo cooperato alla pri-ma formazione di uno Statuto, eavendo fondato un Gabinetto di let-tura, con apposite norme, apertoanche adesso, e in mancanza di unoallora, in tutta l’estensione dellaCittà. Laonde fu giustizia la nominadel Zannini a Socio Onorario, e piùgli tornò allettante la distinzione,avendola ottenuta negli ultimi anni,quando già era da lungo tempo ces-sato da ogni ingerenza nelle cari-che, e doveva riguardarsi qual pro-va unica di una durevole memoriadi meriti, risultanti dai documentie dai fatti. Rimpetto alla luce deiquali, parlando dei soli titoli versoil Corpo, non poteva non essere ac-concio il cenno, che all’ Ateneo stes-so, nell’ultima adunanza pubblica,dinanzi aH’immagine dell’ Aglietti,ne faceva affettuosamente il prof.Luigi Correr, qual competente giu-dice e ben autorevole. Mosso irresisti-bilmente da siffatta operosa mturail Zannini spronava sempre l’Agliet-ti a cominciare, od a compiere uno ol’altro lavoro, e se giungeva a vin-cerlo, colle assidue insinuazioni epreghiere, che non tutte sortivanol’elfetto, non ne avea piccolo il me-rito. 0 ’ documenti infatti, che stimo-lava egli di continuo l’Aglietti acomporre per esempio quello sto-rico elogio dei Bellini, che venne nel4812 recitato nell’Accademia di bel-le arti, e che il Zannini salutava,non senza darne ragionate le pro-ve, come la più perfetta fra le scrit-ture, uscite dalla penna di Aglietti.E si esprimeva « essere certo, cheu