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singolare maestria sì nella natura-lezza de’ pretesi insegnamenti, chenella squisitezza dei sali e nell’ ariagrave data ai pregiudizi, per nonoffendere la durata dell’ironia. Icritici avvisarono che il Parini ag-guagliò il Pope ed il Boileau nellagiustezza de’ pensieri, e che li vinsenella giustezza e nella bellezza del-le immagini, e nella fecondità del-l’invenzione. Quanto allo stile, mi-rò egli, siccome Orazio, alla preci-sione dei modi ed alla proprietà deivocaboli e spezialmente degli epite-ti, alla varietà imitatrice, all’ armo-nia ed all’ eleganza di Virgilio; on-de costituì un carattere singolare aisuoi versi, che di prima giunta siriconoscono. È da dolersi che il Pa-rini non desse l’intero compimentoalle ultime parli del suo poema delGiorno. Ma questa originale com-posizione venne nondimeno collo-cata dalla nazione italiana fra glieterni monumenti della sua gloria.
Altra letteraria cura mordeva ilParini da tant’anni; e accompa-gnollo alla tomba studioso ancoradi nuove bellezze nella poesia liri-ca, alla quale doveva la prima suafama. Introdusse egli ne’ suoi com-ponimenti il calore degli affetti, lesublimi verità che sorprendono edassumono l’abito dell’ immaginosapoesia, ed i graziosi idoletti, e i senti-menti fecondi di mille gradevoli pen-sieri. Ma i suoi maggiori sforzi sirivolsero allo stile, dal quale deri-vami le principali bellezze della li-rica poesia. Proprietà, eleganza, no-biltà, ardire, opportuna novità di vo-caboli e di modi corrispondenti alleVoi. IX,
idee, c quindi insigni modificazioni,ond’ essere elevato e grande nellegrandi cose, vivace, grazioso e de-licato nelle inedie, piano, schietto,garbato ed arguto nelle tenui, rav-visami di continuo nelle odi e neisonetti di lui, nel che imitò egre-giamente Orazio sì accurato nelconservare la proporzione dello sti-le col soggetto, e quasi una speciedi tuono e motivo musico in ognicomponimento. Tali doti in tutte leodi sue, e più nelle ultime, mirabil-mente risplendono, e sono congiun-te alla ferma facilità. Le odi per finclita Nice, a Silvia ed alla Blu-sa sono 1’ estremo cimento dell’ ar-te, e vie più generano una riveren-te ammirazione, che non dieno ar-dire d’emularle.
Quant’ oltre sentisse poi il Parininello stile, resulta ancora dalle co-se tenui di lui. Ilavvi gentilezza edarguzia ingegnosamente velata dal-la schiettezza negli scherzi, nellenovellette e negli epigrammi; biz-zarria e facezia finissima nelle poe-sie berniesche, e naturalezza nellemilanesi, delle quali fu parco, maleggiadrissimo compositore.
Rara dote comune alle poesie dilui si è la costante schiettissima pit-tura eli’ egli fece de’ costumi e del-l’usanze de’ tempi suoi, siccome 0-mero, Orazio, Dante e lo Shak-speare, che vireranno sempre nellebocche degli uomini quai sommistorici e poeti.
Gran lode si dee pure glie prosedel Parini. Accorto nella scelta diquelle voci e dizioni che sono intesee ricevute da tutta Italia, studiassi
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