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satisfatto ilo 1 suoi precedenti alunnil'ifiutollo a gran prò’delle buone let-tere, alle quali da poi il padre desti-nollo definitivamente. A queste co-minciò a dare opera Ireneo con sin-golare e primaticcia perspicacia inSoragna ove fu allogato appo unazia materna sino all’ anno tredicesi-mo ; indi in patria, dove alle pub-bliche scuole apparò anche filosofia.Ciò non di meno principale suomaestro in questa ed in ogni altrorudimento fu il medico BonafedeVitali, pur Bussetauo, uomo di mul-tiplici lettere, al quale fu Ireneo sinche visse grande affezionato e rico-noscente. E n’ebbe ben d’ onde, chèa lui uvea debito d’ essersi lavatodalle immondezze del putrido se-do volume è [la Descrizione che fece ilParini delle Feste celebrale in Milano 1 ’anno 1771 per le nozze dell’Arciduca Fer-dinando d’Austria e dell’Arciduchessa Bea-trice d’Este, descrizione sino allora rima-sta inedita.
Scrissero del Parini:
L’Avv. Luigi Bramieri piacentino, c il p.d. Pompilio Pozzetti bibliotecario in Mo-dena, Lettere ili citte Amici, Piacenza,1801. Sono sci, e trattano della Vita edegli Scritti del Poeta ;
L : Avv. Francesco Reina, nella edizionedella. Lo stesso ci ha dato il bel com-pendio di cui ci siamo giovati, e che fucomposto prima per un’opera d’iconogra-fia c di Biografia, che vide la luce inMilano ;
Il Boissonade, nella Biografia Universa-le, ec. Non crediamo che alcuna fede pre-star si debba al racconto dello scrittore,il quale vorrebbe attribuire la debolezzadel Poeta nelle braccia e nelle gambe aduna vendetta del duca Beigioioso. A pro-vare la falsità delia storiella osserveremo
cento, in die la lettura di pessimiscrittori avealo voltolato.
Il primo componimento poeticouscito dalla facile vena dell’ Affò sifu una canzone intorno a MariaVcrtjine assunta in cielo , che glifu concesso di leggere a 17 anni inun’ adunanza di Pastori Emonii diBusseto, canzone che poco stantegli fruttò l’essere aggregato a quel-l’Accademia col nome di EnanjoAssioteo. Da li a poco rispose conun capitolo alla mordacia di un so-netto scritto da un emulo in suobiasimo. Nè contento a questo, la pic-ciola vendetta allargò al ripigliarfrale dita l’abbandonato pennelloe al dipingere sur un pezzo di telaun satiro il quale con forbice di le-
clie la debole salute del Parini s’era gi’rdimostrata fino dalla nascita ; che vicmag-giore debolezza c violenta tensione di mu-scoli lo assalirono a ventun anno, c cheil Mattino non fu pubblicato che nel 1763quando l’Autore aveva trentacinque anni.
Camillo Ugoni, nella Letteratura Italia-na nella seconda metà del secolo XVIII.L’ articolo è dettato colla erudizione pro-pria di tale scrittore. L’ Ugoni crede colReina che il Parini derivasse il primoconcetto del suo poema da un raro edoscuro libro in cui viene ritratto il let-terato di moda ( Mores eruditorum : O-pusc. qitas in hoc libro commentar. T. Epeslolae poetae ad amicum. II. Epistolae deitinere in Utopiam. III. Fragmenta Zo-piti. IV. Dialogus inter Burmannum etChristiitm. V. Prodicia de vera inclarescen-di via, Epistola.
11 Lombardi e il Maifei parlarono delParini servendosi della Vita del Reina.
Il sommo merito del Parini chiamò asé f attenzione dei critici stranieri. Il Gin-guenó ed il Sismomli ne dissero con lode;