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[Volume Nono e volume decimo.]
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doli con la verità e naturalezza chesono proprie di tutti i tempi e luo-ghi possibili. Tenace del propositoper una bella costanza, piegavasi,quando il volesse ragione. Amò laonesta lode ; abborrì sempre gli en-comi volgari, e quelli che sentisserodi affettazione. Ogni lode nell’ ulti-ma età gli era quasi indifferente, sequella tolgasi degli amici, che gli fusempre cara. L’ amicizia occupagliognora l’animo, e la coltivò egli conla pienezza del cuore. Tutto il suoera comune agli amici per una li-beralità derivata più dal sentimento,che dalla prudenza. Difficile alle a-micizie nuove, era studiosissimo del-le antiche. Eletto nell’anno 4796 alMagistrato Municipale di Milano,vi si condusse con rettitudine e fer-mezza somma; ed ottenutone il con-gedo, fece distribuire a’ poverellil’intero stipendio datogli dal Magi-strato medesimo.

Morì il Parini d’idropisia in Mila-no il giorno do d’agosto Fanno 4799,dopo avere placidamente conversa-to e ragionato di Dio con gli amici,siccome Socrate, lasciando del suosapere un’alta ammirazione al mon-do, ed un intenso desiderio di sè aisuoi concittadini (().

Francesco Reiiu.

(i) Parecchie edizioni si son fatte delleOpere del Parini, e molte piu ristampedelle sue poesie, alcune delle quali assaisplendide. Rammenteremo la più copiosadi tutte, uscita in Milano, stamperia delGenio Tipografico, 1801-4 voi. 6 in 8 .°,con ritratto inciso dal celebre Rosaspina.N’ ebbe cura Francesco Reina, discepolodell’ Autore , e scrittore della sua Aita.

AFFO’ (Ireneo). In Busseto, piecio-la città del territorio Parmigiano, laquale fu lungamente capo dello Sta-to Pallavicino, ed in ogni tempoproduttrice di svegliatissimi intel-letti, ebbe natale Davide di PietroAffò, e di Francesca Dalle Donne nelgiorno decimo dicembre dell’ anno-1741. Niuna pompa, niun censo, nin-na chiarezza di schiatta accompa-gnarono questo nascimento ; ma inloro vece facean corona nobilissimaalla culla del pargoletto povertà 0 -norata, e multiplici virtù degli 0 -scuri genitori. Davide commutò ilnome battesimale in quello d ’Ireneoquando si rese Minor Osservante.Con questo il chiameremo sempre.

Non era ancora uscito di fanciulloche già mandava lampi di facilepoetare, e di attezza alle arti deldisegno ; e quando nel passeggiarper le vie di Busseto si abbattevain qualche bianca parete, non potevarattenersi dal delinearvi una 0 piùfigure, sottesso le quali scrivea al-cun verso di sua propria fattura di-chiarativo del suggetto di quelle. Ilbuon genitore, mulinando di trarregrossi guadagni dal pennello del fi-gliuol suo, presentollo da prima aPietro Balestra, dipintore, perchèalla pittura lo allevasse. Costui poco

A molti spiacque che in questa edizione,dedicata al Primo Console Napoleone Bo-naparte, si sieno inseriti componimentiinferiori alla fama del Poeta.

Dopo questa, merita menzione quelladata dallo stesso Reina delle Opere scelte,Milano, Tipogr. dei Classici Italiani, 1825,voi. 1 , in 8.°. In essa 1’ Editore s’ è mo-strato mcn facile nella scelta. Nel secon-