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stirono le sembianze di mestissimapubblica solennità in ambo le suepatrie.
Mezzana statura ebbe Ireneo,pingui le membra, rotonda la formadel capo, e veramente quale l’inta-gliò Frane. Rosaspina dal dipintosomigliantissimo che condusse alvivo Gius. Turchi, e che ora stanella 1). Biblioteca di Parma; rubi-conde le gote ; vivacissimi gli ocelliquasi sempre traenti al riso; il sem-biante schietto come il cuor suo, delquale da tutti coloro che ebberocon esso lui conversevoli abitudini,o lunga amistà, si parla con ammi-razione. Da singoiar modestia pro-cedeva in lui quel continuo sconten-to delle proprie scritture in eh’ eglisi manteneva anche dopo il favore-vole giudizio pubblico. Era palesa-tone apertissimo de'molti abbagliche in esse avea pigliati, e, se vitadurata gli fosse, deliberato era arifarne non poche, ed a pubblicarele proprie Confessioni 1, ovvero unCatalogo da’ suoi errori. Mostravaegli stesso a’ suoi amici le scrittureod i libelli che i suoi censori pub-blicavano contro lui. Mandando aduno di essi quello dell’ Ortiz scrive-vagli : « Conoscendomi voi abba-» stanza non vi farà maraviglia che» io v’ inviti a leggere cosa che mi» riesce a vergogna. » Momentaneaprendealo iracondia, e però facileèra al perdonare ed al mandare inobblìo le offese ; dal che traean po-tere e sicurezza gl’ implacabili ne-mici suoi al continuare nelle iniqueloro pratiche. Memorandi e sacrisoli già passati a’ suoi posteri il suo
perpetuo vantarsi d’essere nato daabbietti e poveri parenti, e l’ono-rarli e il festeggiarli e il soccorrerlicontinuo secondo il potere. Eraspettacolo commovente agli amicied anche agl’ illustri personaggiche talvolta passeggiavano con luiper le strade di Parma e di Bussetoil vedere l’Affò, già salito a dignità,spiccarsi improvviso da essi per ab-bracciare ora il padre, ora il fra-tello, or altro parente che il casoconduceagli incontro in poverissimevestimento.
E quella bontà di cuore, di chedissiperà tanta da beneficare persinochi lo aveva oltraggiato.
Egli avea incominciato a scriverela propria vita. Di questo principioho veduto T autografo solo dueanni fa in 46 facce in foglio. Passòsconosciuto a lutti i suoi biografi, iquali narrano però le più delle coseche in esso leggonsi e che non ol-trepassano il tempo in cui, già resoMinor Osservante, fu chiamalo dalsuo Provinciale a Bologna per con-tinuare colà gli studi filosofici. Equindi scrittura al tutto imperfetta,ma pur mirabile per candore, persemplicità e per confessione di cosecìie alLri meno schietto avrebbepassate tacitamente.
A. Pezzana.
CARBURI (Giovanni Battista).Il conte Giambattista (*) nacque in
(‘) Dalle Vile degli TJ°"iini illustri diCefalonia, lodata opera del padre AnturioMasaracclii. Niccolò Tommaseo traduttoresi compiacque di abbreviare ad uso della