Band 
[Volume Nono e volume decimo.]
Seite
142
JPEG-Download
 

m

lutto dei nipoti, che l’ebbero apadre, dei congiunti, degli amici,di Milano, dell’ Italia ; ma voi sa-pete abbastanza rappresentarvelocotesto lutto, ed io invece m’ af-fretto a compiere il quadro, cherispetto le domestiche virtù delgeneroso animo del Mengotli sem-brerebbemi assai manchevole, ovedi tre altre non vi parlassi, cioèdella inalterabile mitezza, dellagiovialità che mantenne sempre,come altrove, cosi in ispecial gui-sa colla propria famiglia, in finedella beneficenza. V’hanno (mi valgose non delle parole, del concettod’un celebre scrittore di morale fi-losofia) v’ hanno due sorta di go-verno di se, esterno l’uno, inter-no l’altro; il primo veglia al por-tamento ed al tratto, affinchè sicompongano dietro le regole dal-la civil societade richieste, ma sot-to di cotesto governo esteriore lepassioni esser potrebbero in gran-de commovimento; il secondo in-vece presiede ai moti dell’anima,li tempera, li raccoglie, e dovetrascorrano li corregge, e tuttos’adopra a tener salda la brigliadella ragione sopra i moti sensi-bili, affinch’ essi si avvezzino ad es-sere guidati, anziché a guidare 1’uomo. Non è che trascurasse laprima, ma a questa seconda ma-niera di governo principalmenteattese il Meugotti. Quindi è eh’ e-gli sempre si trovava apparecchia-to agli assalti delle passioni, e per-ciò pronto sempre a difendersi ea dominarle ; ed avea contrattouna tale abitudine di contenersi in

faccia ad ogni anche più irritanteed improvviso avvenimento, ch'eradiffìcile assai lo smuovesse dall ’or-dinaria tranquillità del suo animo.Le nipoti che furono sue figlie; diamore e vissero lungamente conlui, raccontano a questo proposi-to fatti innumerevoli, aggiungen-do che quando anche esse manca-vano in alcuna cosa, non era maiche lo zio si lasciasse andare arimproveri disgustosi e a severoturbamento ; ma con allusioni cheparean prese d’altronde, e collanarrazione di qualche novelluccia,le richiamava a raccogliersi so-pra se stesse, e a leggere nella sto-rica o infinta persona che intro-duceva il proprio difetto e il mo-do di riparare. Del resto, neppurco’servi alteravasi mai; chè il videtranquillo, e forte riprensore sib-bene, ma non montare) in ira an-che quel desso che fu sorpreso dalpadrone mentre apriva a derubar-nelo il suo scrittoio , che per loinnanzi aveva aperto a più ripre-se, quantunque, interrogato, per-sistesse ripetutamente in sul nie-go. Nè cotesta era freddezza dianimo nel Mengotti, chè sortiva an-zi dalla natura temperamento cal-dissimo; era potente virtù domi-natrice di cui diede da giovanenon lieve saggio, quando, comevedemmo rinunciava generosamen-te al fratello l’oggetto del pro-prio amore, e d’un amore vee-mentissimo, se dappoi non pensòad altra donna. Avvenne solo chelo vedessero i suoi oltre l’usatoconturbarsi un giorno in che ac-