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[Volume Nono e volume decimo.]
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de serio serio: tua moglie ?.. Lui-gi comprese la terribilità di questadomanda; le sue guancie si fecerodi fuoco, sbassò gli occhi; il padreimmobile, muto, aspettava la rispo-sta. Il pudore distrinse in quell’istan-te il cuore del figlio: non osò muo-ver accento, timidamente riprese ilcappello, si chinò pavido davanti algenitore, offerì quasi vergognoso lamano alla povera Angela, cui tre-mava ogni fibra, e senz’altro i dueamanti scesero le scale, e pianserodi pentimento e d’amore. Le pre-ghiere dell’Angiola, l’indole dolcedi lei, le interposizioni degli amici,indussero Luigi a stringere tostoquel nodo, indussero il padre a be-nedirlo, e tornato il marito collamoglie alla casa paterna, venne ac-colto, come se uscito di mano dellasventura.

Pare che dopo alcuni anni s’in-veschiasse in altro amore, che duricontrasti famigliaci il rattristasse-ro, e forse lo spingessero a biasi-mevoli non curanze; pare che cer-te fiacche adesioni l’abbiano qual-che volta mostrato minore a sè. Mae’sono accuse che domandano pro-ve patenti; e le memorie dei gran-di vogliono essere tramandate aiposteri non come processi, ma co-me istruzione ed esempio. Molti nellodare si dilungano dal vero sì fat-tamente, che le lodi riescono vitu-peri, imperciocché nulla di più in-fame che la menzogna ; e mentechi per ignoranza o per viltà ti di-ce, che il tale fu uomo in ogni suaparte compiuto. Ma togliere il veload alcune vergogne d’artista cele-

bre, d’egregio amico, d’uomo pri-vato, dì generoso ed aggiungiamod’infelice, sembraci d’altra parteseverità inutile, ambiziosa e in-decente. Dal lapidare all’ adularevi corre alquanto ; e chi si cono-sce un poco della caducità uma-na , dee col silenzio insegnare laprudenza, e colla lode confortarela virtù.

Era propria del carattere del ce-lebre comico certa ardimentosa sol-lecitudine nel condurre a bene lepiù difficili cose. Ne fece prova quelsaper ei solo colla sua facile e per-suasiva facondia aprire l’uscita a sèe a’ suoi compagni da Yenezia at-traverso alle armate, che tenevanoil blocco sulle venete lagune. Se nefecero le maraviglie, si disse cheYestri per trarsi d’inciampo si va-lesse della maschera di Talìa, e cheMarte, a non romperla con Apollo,il lasciasse passare. — Bliglioreprova fu quella eli’ e’ fece a Roma,allorché, essendo conduttore di unacompagnia, assunse di restaurare eriaprire con isplendore il teatrodetto di Tordinona del duca Torlo-nia, suo amico. Il qual duca, ad e-sempio di dignità vera, destinavaporzione delle sue ricchezze per in-cremento di decoro delle arti edella patria. Però dischiusa la suacassa al comico, dicevagli: pigliaticiocché può abbisognare. E A 7 estrinon fu ritroso : aperta la menie avasto disegno, si valse come di uubeneficio della sorte a contentare ilforte amore che rinfiammava perla nobiltà delle scene. Si vide qhn-di VJjo nell’imbarazzo, il Dispira -