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nardo esposto nel 4794. Nel 4797,dette la Medea, opera di stile seve-ro, ma sempre col medesimo divi-samente.
Nel 4798, V Osteria Portoghese,non accolta bene. Nel 4800, com-parvero le due Giornate, operach’ebbe maraviglioso successo. Que-sto spartito corse da per tutto inEuropa, e da per tutto si applau-dì' alla novità delle melodie , edalla dottrina e vivacità della istro-mentazione.
Sino dal 4795, il Cherubini erastato eletto Direttore del conser-vatorio di Musica di Parigi in unio-ne al Gossek ed al Mehul. Napo-leone non vedeva di buon occhio ilCherubini, ed in molte occasioni nonmancò di fargli conoscere questasua avversione, che alcuni attribui-rono ai modi forse un po’ troppofranchi del maestro (4) ; sicché bu-fi) « Fin da quando divenne primo11 Console, dice il succitato Picchianti, Na-» poleone Bonaparte concepì una fer-ii te antipatia verso Cherubini, nè si sa« propriamente qual si fosse la cagione,» giacche egli mai la palesò ; dicesi che» in faccia dell’artista egli solea prodiga-li re immense Iodi a Paisiello, tenendolov esso per il primo compositoi' di musicaii vivente; e per togliere a Cherubini Po-li nore di un secondo grado, ponea Zin-ii garelli dopo Paisiello. Un tal giorno,ii dopo che Cherubini avea pranzato allaii tavola del gran conquistatore, si ritornò» ai soliti elogi di Paisiello e di Zinga-» retti, a che Napoleone aggiungeva : VoiCherubini avreste del talento , ma le vostrecomposizioni sono esagerate, la vostra istru-menlnzione troppo romorosa • io amo la mu-sica tranquilla.— Ilo inleso, rispondeva l’ar-tista. Voi amate quella musica che non vi
rante il reggime di quell’impera-tore, egli non ebbe più che la mez-zana paga d’istitutore. Nel 4803,dopo l’opera Anacreonte , e la mu-sica pel ballo Achille in Sciro re-cossi a Vienna, vi si fermò, e nel4806 dette la Faniska in quel tea-tro imperiale. Questo spartito eb-
distragga dal pensare agli ajjari dellostato. » Cherubini come che gentilissimoli di maniere, avea pur non ostante spi-li rito pronto ed argute sentenze, ed usava» sommo rigore in quanto a cose d’arte ;a ciò si vede non piacea al Console. Que-ll sta risposta separò per lungo tempo il» guerriero dall’artista, ma la vittoria d’Au-» sterlitz li fece incontrare inaspettata-» mente a Vienna, mentre Cherubini vi» scrivea la sua Faniska. Chiamato dal vin-u citore a dirigere i concerti della Corte,» si ricominciavano i soliti encomii delu Paisiello e del Zingarelli; di maniera» che stanco, spossato ed avvilito, torna-li vasi Cherubini a Parigi in seno della suaii famiglia, che per diciotto mesi dolorosa-ii mente Io vide patire per una malattia,ii più dello spirito che del corpo. I Bor-ii boni resero più giustizia ai talenti d 1» Cherubini, e Napoleone stesso nel suoi> secondo governo, detto dei cento giorni,i> mostrossi pentito della sua acerba coll-ii dotta verso questo artista, cui nominavaii infine cavaliere della Legion d’onore, e» membro dell’Istituto di Francia. Egliii era di già stato insignito del grado diu Cavaliere dell’ ordine del merito di San» Michele di Darmastad, ed era membro» dell’Istituto Reale di Olanda. Dopo es-ii sere stato promosso al titolo di Ufficialeii della Legion d’ onore, al momento della» sua giubilazione dall’impiego di diret-ii tore, fu nominato Commendatore diii quell’ordine stesso, onore che mai finou a quel tempo era stato accordato a verunu altro artista.
L’Editore.