210
benemerito il Rosaspina ancoraperchè da ultimo procurò e posefuori le stampe dei seLlantadue piùbei dipinti della pinacoteca, ne ca-vò a matita i disegni, ne dettò eglistesso le illustrazioni, ventisei neincise, e diede esempio di quellaoperosità, che moltiplica le forze :intanto che più di seicento so-no le sue incisioni, centoquaranta-sei i disegni più notevoli, tra’qualiè la raccolta di quarantacinquevalenti incisori. Se egli non valsenel taglio eminentemente, non èperò a concedere alla sua mode-stia , che gli faceva scrivere cosìal mentovato monsignore : « La» prego perciò caldamente per de-» coro dell’opera sua di omettere» il mio nome affatto; giacché vo-» stra signoria illustrissima non» vorrà dimenticare, che non è» permesso agli uomini di conce-» dere fama agl’ ingegni medio-» cri ; che se piace alla signoria» vostra illustrissima di decorare» la sua biografia con nomi di o-» dienti incisori illustri, la nostra» Italia può vantarsi dei viventi» Morghen, Longhi, Toschi, An-' » derloni, Garavaglia , e di varii» altri, che con opere pregevo-» lissime onorano ad un tempo e» loro stessi e la comune patria ».Così egli scriveva, e sentiva trop-po bassamente di sè : a voler es-sere giusti forza è rammentare,che egli si educò da sè stesso esenza maestro, e se preferì al ta-glio sovente de’punti e de’piccolitratti, se non fu abbastanza felicenel rendere le sete, i velluti, il
ferro e l’oro ; seppe tanto peròd’esprimere mollo bene il caratteredi sommi dipintori, come è a vederenelle sue incisioni de’ Caracci, delGuerrino, dell’Albano, del Coreg-gio : e all’acquafòrte riuscì tanto,come lo mostrano i grandi fregidell’ Appiani, e il Giudizio di Ru-bens. Ed al valore nell’arte univail corredo delle lettere, della cor-tesia, ed ogni civile virtù, che loresero una gemma tra’maestri; elo fecero caro ed onorato a’nostried agli strani : de’ quali niuuo vi-sitava la dotta Bologna, che nonvolesse conoscerlo ed ammirarlodappresso.
Buon figlio, buon fratello, buonmarito, buon padre, fu ancorabuon cittadino. Della donna suaMaria Lotti bolognese ebbe quat-tro figliuoli : facile all’ira, non fumeno facile alla calma, più cheamico agli amici, generoso conlutti. Celebri sono le conversazio-ni iemali della sera nel suo slu-dio, leggere e disegnare erano leoccupazioni ; il Giordani ed il Co-sta tra gli altri vi leggevano. Diquella quasi accademia, o scuola,che vogliain dire, il Giani pittore,fece disegno dal vero : 1’ abbiamoincisa da Giulio Tomba, discepolocarissimo al Rosaspina. Il (pialementre fioriva di una verde edonorata vecchiezza nell’amore de’suoi, nella stima de’ savi, nella gra-zia universale, e poteva lusingarsidi vivere più a lungo tra la do-mestica pace e la gloria delle arti :quando negli ozi autunnali, intelli-gente com’ era delle cose agrarie,