mano de’ pseudo-filosofi, di forzemateriali da ultimo per mano de’chimici. ISerthollet fu del numero !Meglio però 1’ animo suo volgevasia conoscere l'uso de’prussiati d’al-cali e di calce nella tintura, e laproprietà endiometrica del fosforo,e ciò che riguarda l’idrogene sol-forato, e 1’ acido da sostanze ani-mali chiamato zootico: queste cosedi pace trattava ne’furori del 4794-95. Distrutte allora le accademie,dalle ceneri di esse germinò l’isti-tuto, di cui meritamente fu unoBerthollet ; benché gli mancasse lapotenza della parola come videegli stesso nel poco tempo che oc-cupò la scuola di chimica nelle cosìdette normali.
A Berthollet italiano fu dal di-rettorio data del 4796 incombenzadi presiedere alla scelta degli og-getti preziosi d’arte da trasportar-si dall’Italia a Parigi dietro il cor-so della vittoria insolente. S’inteseallora il nostro chimico coll’eroedel secolo, l’italiano che il nomeappena lasciava all’Italia! Insiemeque’ due furono in Egitto : l’ultimoprovò in fatti, che 1’ ardire non èsempre felice, 1’ altro trovò duegrandi cose sperimentando : la pri-ma che il muriato di soda può de-comporre, e dare gran copia d’aci-do all’imbiancatore, di soda allefabbriche di vetro, di sapone alleliscive : la seconda, che 1’ azionechimica è in ragione dell’ affinità edella quantità de’ corpi a contatto;l’affinità palesandosi per quella chedicono capacità di saturazione. No-tevoli scoperte: la prima delle quali
introdusse ogni anno più di qua-ranta milioni nel commercio diFrancia ; la seconda dilatando lasfera delle combinazioni chimichefu occasione a Berthollet di segna-larsi colle sue Recherches sur Icslois de Raffinile e colla Staliquechimique ben conosciute in Italia ;dacché il professore Girolamo Me-landri all’ università di Padova fa-cevasi prudente e forte sostenitoredelle chimiche affinità. A quell’ uo-mo raro e mio concittadino piace-nti rinnovare questo segno di ono-re come feci nella Biografia degl’i-taliani illustri, ed altrove. E lo fotanto più volentieri in quanto cheda uno stesso maestro e concitta-dino Stefano Longanesi m’ebbi an-ch’ io le prime nozioni di fisico-chi-mica sulla traccia di Berthollet : alquale non mancarono dignità edonori, come non mancarono in queltempo a quanti dotti ed operosispiriti si mostrano nella scena delmondo: questo si fu il mezzo ol-trapotente di assicurarsi, di dilata-re la potenza ancorché nuova edinvidiata : il favore dato ai savi edotti industriosi partorisce i germidel senno, della dottrina, dell’indu-stria; onde la prosperità generale.Felici i principi che sanno inten-derla ! Felici gli stali a cui questiprincipi comandano ! Cosi si prove-de al pubblico bene; chi noi crede,ne dimandi alle istorie antiche e mo-derne !
Il merito di Berthollet trovò ri-compense non pur di onori, ma difortune. Chiamato al senato con-servatore dopo il 48 brumale, fu