un nuovo linguaggio: eil ebbesiper opera di Guyton de Morveau,di Berthollet e di Lovoisier, a cuisi aggiunse Fourcroy. E come av-viene a tutte le lingue nella loroorigine, questa lingua tecnica, chedava all’ossigeno l’esclusiva facoltàdi generare gli acidi, dovette subirequelle modificazioni,, che lo stessoBerthollet avea travedute : le tro-vò utili non solo, ma necessarie,come fa chiaro per la sua memoriasull’acido prussico (acido idroeia-nico), violento veleno, che non con-tiene punto d’ossigeno. Anche nel-l’idrogeno solforato (acido idrosol-forico) osservato avea il somiglian-te : dieci anni prima passarono cheegli leggesse il risultato di suesperienze sull’ argomento, e fu al-F istituto che presentavalo l’undicimarzo 1796. Ma il trionfo del clo-ro e delle dottrine di Berthollettardò ancora : giurassi senza sa-perlo sulla parola di Lavoisier edegli atLi che diedero la nuova no-menclatura. Ma per quanto si vo-glia ricacciare al fondo, la veritàviene a gallai
Del resto il cloro applicato al-1’ arte dell’ imbianchire fu quasi untrionfo di Berthollet già nominatodal ministro per la morte di Mac-quer nel 4784 al posto di commis-sario nella direzione delle tinture.Poteva farsi un secreto per arric-chire; quale maggiore ricchezzape’ veri dotti lo spandere sull’uma-na famiglia il lume e i beneficiidelle scoperte ? Egli, quell’ uomoraro, fu sollecito del 4789 e 90 apor fuori la descrizione dell’ ini-
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bianchimento delle tele, e dei fili ,mediante l’acido muriatico ossiqe-natOj e di alcune proprietà diquesto liquore rapporto alle arti.Lesse altresì una memoria dell’a-zione dell’acido stesso sulle particoloranti, dove esponeva la teori-ca nonché la pratica dell’ arte : aprò della quale diede in luce del
4791 gli elementi dell’arte dellatintura : per lui tolta ad un ciecoempirismo questa figlia della chi-mica veduta l’affinità delle sostan-ze, si sorresse sulle proprie forze,ed agli industriosi aperse la portaa successivi miglioramenti.
Per tacere d’ altre, il compendiod’una teoria sulla natura dell’ac-ciaio e sue preparazioni gli valseun posto nella zecca. Al suo meto-do per rendere fulminante la cal-ce d’argento va legata altresi lascoverta dell’ ossimuriato di potas-sa, che gli parve potersi sostituirealla polvere da schioppo, e con piùefficacia. Una grande sperienza fat-tasi sotto gli occhi di Ijetronemandò in aria gli apparecchi epersuase a lasciare un agente ditanta forza, per poco indomabile.Una più terribile scoperta si pre-sentò al nostro chimico combinan-do rammoniaca all’ossido d’argen-to precipitato all’ acqua di calcel’acido nitrico ; onde l’argento cosidetto fulminante. La Francia del
4792 dimandava alla chimica pos-senti mezzi di distruzione, quasipoche sieno le vie aperte alla mor-te ; e volendo rigenerare il mondolo annichilava usando il soverchiodi forze morali da un pezzo per