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[Volume Nono e volume decimo.]
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appena scrivere il proprio nome.Sia vera o no questa maligna as-sertiva, io credo di aver adempiutoall’ obbligo di un biografo, parlan-do del merito dello scrittore, e nonmovendo questioni sul nome.

Cav. Carlo Dalbono.

SOLARI (Giuseppe). Nacque inChiavari da Gio. Agostino Solari il22 settembre <1737. Il padre, a in-dirizzarlo sull’ orme de’ maggioriche si erano illustrati nello studiodella giurisprudenza, nell’ ammini-strazione dello Stato lo avviò allostudio del diritto civile : ma prestoil vivace spirito del giovinetto, in-namorato delle bellezze de’ classici,lasciò quello studio, e si volse all’a-mena letteratura. Per attendervicon tranquillità e secondare l’indolegenerosa che lo stimolava a giova-re altrui del proprio sapere, si ag-gregò alla benemerita Società de’chierici regolari delle scuole Pie. Loscopo principale di codesto Istitutoè, come ognun sa, la istruzione deigiovani; perciò il Solari ora nellasolitudine del chiostro, ora tra lecure moltiplici del suo ministeroconsacrava i floridi anni della gio-vinezza, facendo tesoro di cognizio-ni. Assai presto si diffuse la famadel suo merito, e giovine ancora, fuscelto a maestro in diversi luoghidel Genovesato, ove pure die’ sag-gio di fervido ingegno nella sacraeloquenza. Il collegio Tolomei diSiena lo aggregò tra’suoi professo-ri, e fu allora che il gran Duca diToscana Leopoldo tributò il Solarid un encomio ben meritato, con

queste parole: «Al collegio Tolotne»mi basta che sia ascritto tra i pro-fessori il Solari, per onorarlo. »JnSiena ammaestrava egli la gioventùnelle matematiche e nella fisica, ebello era il vedere con quanta faci-lità quella vasta sua mente penetra-va nelle sottili indagini delle scienzesevere, abituata com’era a spaziarenegli ameni campi della poesia edelle lettere. Regolarità e chiarezzadi metodo, frutto d’indefessa appli-cazione e di acuto intelletto, gli con-ciliarono allora di nuovo l’anvnira-zione universale, mentre a lui nep-pur furono chiusi gli oracoli dellachimica e dell’anatomia. In Sienaaltresì era tutto intento nell’acqui-stare quella compiuta cognizionedel pretto linguaggio toscano, in cuisentì così addentro e che tanto ri-splende nelle celebrale sue versionidi Virgilio, Ovidio e Orazio, per cuipotè così spesso trasfondervi il ner-bo e la grazia degl’inimitabili origi-nali. All’esempio di Mecenate (con»’egli si esprime), che a riparare ilguasto delle guerre civili, volevaveder rinnovalo, col vezzo e la i-struzione della Geòrgie» di Virgiliol’amore dell’agraria ne’romani pos-sessori, o infondere questo spiritoda economista ne’giovanetti educatiin Siena, si diede a tradur la Geor-giche, nell’intenzione di corregger-le, accrescerle, migliorarle, giovan-dosi delle cognizioni d’oggidì, coll’aggiungervi quattro libri scritti inprosa a guisa di compendio collostesso ordine d’argomenti. Questoquadro odierno della scienza geor-gica, da porsi a confronto coll anti-