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[Volume Nono e volume decimo.]
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mento dall’ accurato paralellismonella stampa d J ambedue le poesieposte rimpetto l’ima all’altra, oche diletta rocchio e da un certosensibile isocromismo nella lorodeclamazione, che diletta V orec-chio. Nè pensò che puerile e ridico-lo fosse il merito d’incepparsi, poi-ché non inceppano forse egualmentecoloro che si assoggettano a stanzaa strofa? Il verso di cui penso faruso, egli dice, libero da questi laccie perciò detto sciolto , verrà ancheesso a legarsi, e mi porrà per unaparte nella dolce necessità di nonessere un traduttore pedestre, ner-bimi verbo , e per l’altra mi faràsfuggire il pericolo di accomunarela mia versione colle già tante più« meno celebri d’altri scioltisti.

Tutte queste erano buoni titoliper accingersi al lavoro e sufficien-ti ragioni per dimostrarne il merito;ma il buon successo dell’esecuzionedipendeva sempre dall’ingegno deltraduttore e molto più dal conosci-mento dell’indole della lingua italia-na confrontata con la latina. Quin-di il Solari messosi all’opra non so-lo non si sgomentò, ma camminfacendo prese maggior lena, accor-gendosi come dai vincoli a sè pro-posti risultava, che serbando intat-te le parti essenziali, il verso riu-sciva più pieno, l’ espressione piìiprecisa, più nervoso lo stile, similead una lente alquanto concava, laquale raccorci talmente gli ogget-ti, che poco alterandone le misure,li renda intanto piu lucidi e piùvivaci. E infatti inoltrandosi nel la-voro e’ trovò che la lingua italiana

è ricca d’abbreviate voci poetiche edi laconismi nei moltiplici suoi mo-di ; disposta a ricevere o elisione otroncamento nelle finali di molli vo-caboli, e contrazione di due sillabelatine in una; fornita di molte par-ticelle espressive sovente ai verbiinnestate, mentre gli articoli stessidei nomi che indurrebbero prolis-sità, potendosi usare per prono-mi : ricca in fine d’ altri compendiiche possono meglio sentirsi cheannoverarsi. Si aggiunge, prose-gue il perspicace volgarizzatore,che il nostro verso pago dei soliaccenti, nè perciò soggetlo all’ in-contro di brevi sillabe o lungheche ne frastornino i piedi, quantoè più comodo a lavorarsi, tanto adun tempo può essere più conciso,sfrondando il latino di molli orna-ti, che belli o almeno tollerabili,purché trovati opportuni alle aspreleggi del metro, al cessare di que-ste divengono oziosi e gravi per-chè stranieri al soggetto che simaneggia. —■ Ecco pertanto i ca-noni che servirono al Solari di gui-da e norma nel difficile assunto, eche potrebbero riuscir utili a chibramasse raggiungere nelle ver-sioni delle opere antiche mercèd’ un vigoroso anacronismo accor-tamente temprato una rigorosa fe-deltà.

1. “ Non curar troppo gli epiteli,quando non si collegllino coll’ ar-gomento ; e se bastino a contrasse-gnare l’individuo, d’inconcludentirenderli necessarii, surrogando alnome proprio il comune.

2. ° In varietà di sensi presco-