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gliere il più. vivace ed energico, oil traducibile con più chiarezza.
3.° Imprimere nella versione tut-to il più che si possa di aria origi-nale, non però a pregiudizio degliornali, se il poeta mostra d’ am-birli.
A. ° Badar molto alla frase chesia toseana ; ma non esser poiscrupoloso sulla parola, (piando ilnostro linguaggio manchi d’ equi-valente, ed essa ben nasca e me-lili cittadinanza.
B. ° Valersi de’ termini ( purchépoetici ) diminutivi, aumentativi,j>ecj(fiorativi ed altri di simil gene-re, dove il latino modifica aggiun-gendo epiteti od avverbi.
E siccome questi canoni condu-cono a sì fatte dispense, che moltevolte un principiante non saprebbecoli la versione intendere il testo,così 1’ autore protesta d’ averlacomposta principalmente per chiconversa col poeta, ne conosce ilgenio e la forza, e già bene lo in-tende : nè proscrive 1’ uso di qual-sivoglia delle altre versioni pedis-seque ad ogni passo deli’ Autorech’egli traduce. A lui solo bastache inteso o non inteso nel suo la-tino, nel suo toscano si gusti comeuno dei nostri.
Questo tentativo che sembra do-ver scoraggiare ogni più espertoconoscitore d’ una lingua modernache si pone a confronto della latinaespressiva, pittoresca e così pienanel verso, non valse a spaurire ilSolari. Usando appunto di un versoche tanto scapita a paragone del-l’esametro nella quantità delle sil-
labe, ma adoperando la lingua ita-liana ricca come abbiam detto diabbreviate voci poetiche, di acconcilaconismi, di elisioni, di troncamenti,egli ne seppe in tal modo conosce-re l’indole e la dovizia, trovar for-me così vive, modi tanto evidenti,osando crearne anco di nuovi, chegiunse in molte parti del suo lavo-ro a vincere le immense difficoltàa cui animoso sì faceva incontro.Sembra oltre ciò il Solari quasiprender piacere nell’imporsi mag-giori vincoli; perciò, ora nelle Buc-coliche dallo sciolto nervoso tra-passando a’ più soavi metri ana-creontici, fa che in questi i pastorialterino i canti ; ora non pago diun verso piano, moltiplica a piace-re gli sdruccioli. Or nelle liriched’Orazio, contrasta spesso colf ori-ginale nell’ armonica tessitura delritmo, nell’ omogeneo suono delverso, e vi aggiunge rime interneed esterne, e sdruccioli e tronchi,sempre fedele al metodo di cammi-nare inerente al testo, ed è spessomirabile la spontaneità con che fe-licemente supera tutti gl’ inceppa-menti in cui si ravvolge. La novitàdell’ impresa e il merito intrinsecod’ un lavoro sino a’ suoi tempi in-tentato, forse perchè di ninna fupropria, come del Solari la in-stancabile pertinacia che a ciò ri-chiedevasi unita ad un gusto squi-sito e a un forte sentire, gli a-cquistarono in breve fama e lode ebiasimi per tutta Italia. Ma i diver-si giudizii che ne pronunciaronoi più esperti critici e imparzialisembrano convenire in ciò : aver