258
1* ultimo suo lavoro, che porta ladata del 33, e nel 36 non era più,essendo nel febbraio mancato aivivi dopo brevissima malattia.
Fu il Zuccaia' di costumi casti-gatissimi , inclinato all’ amicizia ,avendo tenuto non iscarsa corri-spondenza co’dotti lontani, ed a-vendo amato teneramente alcunitra i più morigerati e studiosi de’suoi uditori: del resto egli soleavivere ritiratissimo, pochissimo mo-strandosi in pubblico, e non usan-do quasi in nessuna casa, conten-to a passar la sua vita o fra i carisuoi libri, o nel consorzio di alcu-ni pochi ed eletti amici del cuore.
G. Chiappa.
VOLTA (Alessandro). Nel 49febbraio del 4745 ebbe in Comoi natali da Filippo e da Maddale-na de’ conti Inzaghi, ambedue dinobile famiglia. I primi passi chediede nella carriera delle letterenon lasciavano presagire troppobene di lui, anzi pareva inetto a-gli studi (1). Varcata appena la
(r) In un libretto stampato in Como(Aneddoti ec. e le due giornate d* Ago-sto, presso Pasquale Ostinelli 182^) silegge : « Il nostro compatriota Voltanacque il 19 febbraio del 1745 da Fi-lippo uomo patrizio, chiaro per anticanobiltà, ma di sostanze non proporzio-nate a’suoi natali... Pervenuto già alquarto anno dell' età stia, non sapevaancora articolare la menoma sillaba, enella fanciullezza l’ottusità dell’inge-gno suo ai proprii genitori non menoche a’di lui sei fratelli scemava d’as-sai il naturai piacere ili sua esislen-
puerìzia palesò poi l’altezza dellamente, e dovettero i parenti suoiconfessare: « che, senza saperlo,avevano in casa un diamante ». In-tervenne la stessa cosa del Piazzi,e si direbbe che la natura, fattagelosa di avere donati al mondosì fatti ingegni veramente mirabilie celesti, tentasse poi di rapirli alla
za ». A queste parole è unita la notaseguente : « Sono in vero singolari leavventure della prima età del Volta.Ebb’egli a nutrice una pazza di Bru-nate. Restituito alla famiglia, non sipresero di lui molta cura i parenti,attesa l’ottusità del suo ingegno. Cad-de nella gora che scorre avanti il no-stro spedale, dalla quale fù tratto se-mivivo. Fatto grandicello e mandatoalle pubbliche scuole dai poco agiatigenitori , talvolta mal provvisto diquanto occorrea allo studio ; spintodall’amore di esso, stracciava alcunfoglio del libro della lavandaia di ca-sa, onde sopra vergarvi gji scolasticitemi ... ». In Brunate ho domandatoconto della nutrice del Volta, e seppida un vécchione, che essa non era giàpazza, ma tale riputata perchè amavaassai la vita solitaria, e del resto eramolto giudiziosa donna. L’autore deglianeddoti è il eh. D. Giacomo Cicericanonico. Volta quindi amò sempre iterrazzani di Brunate, e perchè lamaggior parte di questi si reca in lon-tane terre ad esercitare la mercatura,o a vendere strumenti di fisica, eglinon isdegnava di istruirli, e di racco-mandarli agli amici.
Abbiamo impressa una vita del Vol-ta (Della vita del conte Alessandro Vol-ta patrizio Comasco. In Como, coi tipidi C. Pietro Ostinelli, 1829), scritta daun giovine di svegliato ingegno, l’aba-te Tomaso Bianchi di Blevio.