comune ammirazione ; così comenasconde 1’ oro nelle viscere dellaterra, e le gemme in fondo almare.
L’ invenzione della bottiglia diLeida e dei parafulmini, successaverso la metà del secolo, aveva in-dotto i fisici allo studio massima-mente della scienza elettrica, eperchè anche al popolo pareva ungran fatto che si potesse con unasemplice spranga di ferro involarealle nubi la folgore e imprigionar-la in vaso di vetro, accadeva chefino nelle sollazzevoli brigate si di-sputasse di elettricità, e con lodesi ripetessero i nomi di Frankline dei professori di Leida. La pri-ma gioventù del Volta cadde ap-punto in questo tempo, e sortitoda natura straordinario amore al-la fisica sperimentale ed alla chi-mica, lo venne continuamente pro-movendo con tali discorsi ; e fre-schissimo d’anni quasi senza avve-dersi in qual campo si mettesseglorioso per lui, potè scrivere dicerti suoi pensieri suU’elettricismoall’abate Nollet, illustre fisico. Nel-1’ anno diciottesimo dell’ età sua,non fatto ancora un esperimentosolo, stimò che molti dei fenome-ni elettrici si potessero riferire alleleggi dell’ attrazione newtoniana,e l’abate Nollet cui aprì il suoconcetto , rispose ; « Attendo conpiacere la pubblicazione del vostrosistema sulle cagioni dell’elettrici-smo, e mi meraviglio che pensiatederivare dall’attrazione newtonia-na le leggi dei fenomeni elettrici.Difficilissimo deve esserne lo studio.
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Non mi è noto che altro fisico ab-bia osato entrare per questa via,e sarà tutta vostra la gloria, sesaprete correrla con lode ». Voltada questo punto interamente siabbandonò agli studi della fisicaelettrica^ che Franklin aveva ap-pena tolta alle mani de’ cerretanie innalzata al grado di scienza, edè degnissimo a sapersi, che il prin-cipio delle attrazioni, svolto in se-guito da lui con indefessa diligen-za, lo conducesse alla prodigiosascoperta dell’ elettricità per con-tatto, e che nelle altre minori in-venzioni o scoperte traspaia sem-pre 1’ applicazione del medesimoprincipio. Le inspirazioni del ge-nio sono precoci. Newton in sulfiorire del quinto lustro aveva giàarchitettato il sistema dell'univer-so, e il Tasso di diciassette anniaveva già composti sei canti dellaGerusalemme.
Volta nel 47G9 mandò una dis-sertazione latina su la forza at-traente del fluido elettrico al pa-dre Beccaria di Torino , quellostesso che con molta perspicaciaavendo ampliali i fenomeni dell’e-lettricità detta vindice , si era pro-vato di stabilire le leggi delle at-mosfere elettriche, e avvegna-ché Biot non la giudichi degnadella eccelsa fama di lui^ vi si tro-vano tuttavia delle buone osserva-zioni sull’ origine dell’ elettricitàvindice, che vorrebbe fosse chia-mata piuttosto permanente o in-deficiente 3 ed è diversa dell’ elet-tricità detta di pressione o acci-dentale. Due anni dopo dedicò a